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Il diabete secondo l’Oms: “10 fatti” per descriverlo e affrontarlo

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Il diabete secondo l’Oms è una emergenza sanitaria mondiale, che riguarda oggi 422 milioni di persone e che continua a espandersi: le persone con diabete nel 2008 erano 350 milioni, nel 1980 erano 108 milioni. Negli ultimi 35 anni il numero è quadruplicato e il diabete interessa oggi l’8,5% della popolazione del mondo. Se nulla cambierà, le persone affette da diabete nei prossimi vent’anni potrebbero raddoppiare ed entro il 2030 potrebbe diventare la settima principale causa di morte.

Se questo è lo scenario del diabete secondo l’Oms si comprende bene perché quest’anno l’Organizzazione mondiale della Sanità abbia voluto dedicare la Giornata mondiale della salute (World health day,  7 aprile 2016) proprio al diabete, promuovendo iniziative di informazione e sensibilizzazione, e abbia pubblicato il suo primo Global report on diabetes, con l’obiettivo di diffondere il più possibile la conoscenza della patologia e delle misure da prendere (sia a livello delle singole persone sia a livello istituzionale globale, Stati e sistemi sanitari) per contrastare l’epidemia.

Sul sito dell’Oms (World health organization) troviamo elencati i “10 fatti” che ci permettono di descrivere che cos’è oggi il diabete nel mondo e che cosa si può e si deve fare per affrontarlo, bloccarne l’espansione e batterlo (“halt the rise and beat the diabetes”, recita lo slogan della Giornata mondiale della salute, come potete vedere nel poster che qui riproduciamo). Li riassumiamo qui sotto.

Dieci fatti sul diabete: l’Oms dedica la Giornata mondiale della salute al diabete e ci spiega come si sta sviluppando questa epidemia mondiale e come ci si può opporre alla sua espansione.

1. Circa 422 milioni di persone nel mondo hanno il diabete. La diffusione del diabete è stata stabilmente in ascesa nelle ultime tre decadi e rispecchia un aumento del numero di persone obese o in sovrappeso, con scarsa abitudine all’attività fisica. In particolare, la prevalenza del diabete sta crescendo molto più rapidamente in Paesi con basso e e medio reddito. Secondo i dati del Global report dell’Oms, nel 2014 più di una persona su tre con più di 18 anni era sovrappeso e più di una su dieci era obesa.

2. Il diabete è una delle principali cause di morte nel mondo. Nel 2012 il diabete è stato causa diretta di morte per 1,5 milioni di persone. Altri 2,2 milioni di morti nello stesso anno sono stati causati da un livello di glicemia più alto di quello ottimale, che comporta un aumentato rischio di problemi cardiovascolari e di altre patologie. Il Global report valuta che il 43% di queste morti siano “premature”, in quanto avvengono prima dei 70 anni. Anche quando i livelli di glucosio nel sangue non sono così alti da giustificare una diagnosi di diabete, ma sono comunque fuori norma (come, per esempio, nei casi definiti di prediabete), può esserci un danno per il corpo. Il rischio di patologie cardiovascolari cresce al crescere della glicemia

3. Ci sono due principali tipi di diabete. Il diabete di tipo 1 è caratterizzato da una mancanza di produzione di insulina; il diabete di tipo 2 deriva da un inefficiente utilizzo dell’insulina da parte dell’organismo. Mentre il diabete di tipo 2 è potenzialmente prevenibile, le cause e i fattori di rischio per il diabete di tipo 1 rimangono ignoti e le strategie di prevenzione non hanno finora avuto successo.

4. Un terzo tipo di diabete è il diabete gestazionale. Il diabete gestazionale è caratterizzato da iperglicemia o elevata glicemia, con valori sopra la norma pur se inferiori a quelli che portano a diagnosi di diabete, durante la gravidanza. Le donne con diabete gestazionale sono a maggiore rischio di complicazioni durante la gravidanza e il parto. Loro e i loro figli sono anche esposti a rischio di diabete di tipo 2 negli anni seguenti.

5. Il diabete di tipo 2 è molto più comune del tipo 1. Il diabete di tipo 2 rappresenta la maggioranza dei casi di diabete in tutto il mondo (circa il 90%). Una maggiore circonferenza addominale (girovita) e un più alto indice di massa corporea sono associati a rischio di diabete di tipo 2, sebbene il rapporto possa variare tra una popolazione e l’altra. I casi di diabete di tipo 2 nei bambini, in passato rari, sono aumentati in tutto il mondo.

6. Le persone con diabete possono vivere a lungo e in salute quando il loro diabete è controllato e ben gestito. Una serie di interventi economicamente poco costosi può aiutare la popolazione con diabete a gestire la propria condizione. Questi interventi includono: controllo della glicemia attraverso una combinazione di dieta, attività fisica e, se necessario, farmaci; controllo della pressione e dei lipidi per ridurre il rischio cardiovascolare e di altre complicanze; regolare controllo su eventuali danni agli occhi, ai reni, ai piedi al fine di facilitare un trattamento tempestivo.

7. Diagnosi precoce e intervento tempestivo sono essenziali per vivere bene con il diabete. Più a lungo una persona vive con un diabete non diagnosticato e non trattato, peggiori saranno gli esiti per la sua salute. Le tecnologie base come quelle per la misurazione della glicemia dovrebbero essere sempre prontamente disponibili nei servizi di cura primaria.

8. La maggioranza delle morti per diabete avviene in Paesi di basso e medio reddito. In generale, i medici di base nei Paesi poveri o in via di sviluppo non hanno accesso alle tecnologie che servono ad aiutare le persone con diabete a gestire correttamente la loro patologia. In quei Paesi per la popolazione l’accesso ai farmaci essenziali, compresa l’insulina, che è un salvavita, e alle tecnologie è limitato. Il Global report dell’Oms afferma che queste risorse fondamentali sono normalmente disponibili soltanto in uno su tre dei Paesi più poveri. L’80% dei decessi per diabete nel mondo avviene in Paesi a basso e medio reddito.

9. Il diabete è una importante causa di cecità, amputazioni, disfunzioni renali. Il diabete, sia di tipo 1 sia di tipo 2, può portare a complicanze in molte parti del corpo e aumentare il rischio generale di morte prematura. Le possibili complicanze includono attacco di cuore, ictus, disfunzione renale, amputazione agli arti inferiori a causa di ulcere ai piedi infette, perdita della vista, danni neurologici.

10. Il diabete di tipo 2 si può prevenire. Trenta minuti di moderato esercizio fisico da fare tutti i giorni o quasi e una sana alimentazione possono drasticamente ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

Secondo l’Oms, tutti devono giocare il loro ruolo nella lotta contro il diabete, ma in particolare i governi e le istituzioni possono e devono fare molto: per la prevenzione, l’educazione sanitaria della popolazione, le diagnosi precoci, la generale accessibilità alle cure.

La lotta al diabete secondo l’Oms passa certamente per il cambiamento degli stili di vita individuali, ma non può essere fatta efficacemente senza il massimo impegno delle autorità e delle istituzioni. Dice infatti Margaret Chan, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità: “Se vogliamo fare passi avanti nel cercare di arrestare la crescita del diabete, abbiamo bisogno di ripensare le nostre vite quotidiane: mangiare sano, essere fisicamente attivi, evitare eccesso di peso. Anche nelle zone più povere i governi devono garantire che le persone siano effettivamente in grado di compiere queste scelte di salute e che il sistema sanitario sia capace di diagnosticare e curare le persone con diabete”.

“Molti casi di diabete possono essere prevenuti -aggiunge Oleg Chestnov, che per l’Oms si occupa di malattie croniche degenerative non trasmissibili e di salute mentale- Esistono mezzi per individuare e controllare questa condizione, dimostrando che le persono con diabete possono vivere a lungo e bene. Ma il cambiamento dipende molto dal fatto che i governi facciano di più, aumentando il loro impegno nei confronti del diabete, così come delle altre malattie croniche non infettive”.

Si possono ridurre del 30% entro il 2030 i decessi causati da malattie croniche degenerative come il diabete secondo l’Oms: ciò si può ottenere garantendo l’accessibilità (sia in termini di disponibilità sia di costo) ai farmaci e agli strumenti tecnologici per il controllo e la terapia, mobilitando i servizi sanitari per favorire la diagnosi e l’intervento terapeutico precoce e divulgando i principi di educazione sanitaria e di corretti stili di vita per rafforzare la prevenzione. Molti sono i soggetti che possono giocare un ruolo prezioso nella battaglia contro il diabete secondo l’Oms: governi, operatori sanitari, educatori, aziende, società civile, media, oltre, naturalmente, a ogni singolo individuo.

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