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Nel diabete tipo 2 la dieta mediterranea è una difesa

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Nel diabete tipo 2 la dieta mediterranea si conferma una volta di più come una preziosa risorsa per la prevenzione delle patologie cardiovascolari. Lo attesta un nuovo studio presentato al 52° meeting della European association for the study of diabetes (Easd) di Monaco di Baviera, in Germania, secondo il quale la dieta mediterranea è efficace nel proteggere e riparare i vasi sanguigni, funzione particolarmente importante per le persone con diabete di tipo 2, più vulnerabili di fronte alle malattie cardiovascolari, (tra le più gravi complicanze di un diabete mal gestito)

Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori della Sid (Maria Ida Maiorino, Michela Petrizzo, Lorenzo Scappaticcio, Giuseppe Bellastella, Dario Giugliano, Katherine Esposito della Seconda Università degli Studi di Napoli); il lavoro ha aggiunto nuovi elementi a quanto già si conosceva sugli effetti positivi che nel diabete tipo 2 la dieta mediterranea può avere.

La Società italiana di diabetologia ricorda quali sono i pregi già riconosciuti di una costante osservanza di un regime alimentare basato sulla dieta mediterranea: abbassa il rischio di cardiopatia ischemica, protegge il cuore, riducendo i tradizionali fattori di rischio cardiovascolari, influenzando positivamente peso, emoglobina glicosilata, colesterolo, pressione. (Sul nostro sito abbiamo parlato di diabete e dieta mediterranea anche qui e qui)

La novità dello studio appena presentato è la dimostrazione che in soggetti con diabete tipo 2 la dieta mediterranea aumenta i livelli circolanti delle cellule progenitrici endoteliali, definite come “una sorta di squadre di idraulici che intervengono a livello dei vasi danneggiati (per esempio, da un infarto) per ripararli”. L’endotelio è il tessuto che riveste la parte interna dei vasi sanguigni, dei vasi linfatici e del cuore.

Lo studio Sid è stato condotto su persone con diabete di tipo 2 da poco diagnosticato e mostra che la dieta mediterranea favorisce la capacità rigenerativa dell’endotelio e quindi aiuta a proteggere il sistema cardiovascolare.

La ricerca è stata infatti condotta su 215 soggetti con diabete di tipo 2 di nuova diagnosi, divisi in due gruppi: al primo veniva consigliata una dieta di tipo mediterraneo, al secondo gruppo una dieta a basso contenuto di grassi. Sono stati misurati in tutti i partecipanti, all’inizio dello studio e a distanza di un anno, i livelli di cellule progenitrici endoteliali nel sangue. Al termine dello studio, i soggetti che avevano seguito la dieta mediterranea presentavano un numero di cellule progenitrici endoteliali significativamente maggiore rispetto al gruppo a dieta a basso contenuto di grassi. La Sid sottolinea che “si tratta del primo studio di intervento basato su una dieta ad aver dimostrato un effetto benefico della dieta mediterranea sulla capacità rigenerativa dell’endotelio in una popolazione di pazienti con diabete tipo 2 appena diagnosticato”.

Così spiega una delle ricercatrici, Maria Ida Maiorino: “Il nostro studio, condotto in una popolazione di individui affetti da diabete tipo 2, dimostra per la prima volta che seguire una dieta di tipo mediterraneo con una modica restrizione di  carboidrati (pari al 50% dell’introito calorico giornaliero) e ricca di acidi grassi monoinsaturi, si associa all’aumento dei livelli circolanti dei progenitori delle cellule endoteliali, le cellule staminali di origine midollare preposte alla riparazione dei vasi sanguigni, quando interessati da danno ischemico”.

Maiorino: “La dieta mediterranea, grazie alla ricchezza in vegetali e olio extravergine di oliva, si conferma come un regime alimentare dalle proprietà cardiometaboliche favorevoli, soprattutto per le persone con diabete, soggetti ad alto rischio cardiovascolare”.

Continua la dotttoressa Maiorino: “Sono risultati importanti soprattutto per i pazienti con diabete tipo 2 di nuova diagnosi, ai quali viene innanzitutto consigliato di modificare il proprio stile di vita con dieta e attività fisica strutturata, prima ancora di intraprendere una terapia medica. In questa categoria di pazienti, la dieta mediterranea offre protezione nei confronti di uno dei mediatori dell’aterosclerosi vascolare, migliorando la capacità rigenerativa dell’endotelio e proteggendo, nel lungo termine, i vasi sanguigni dal danno endoteliale. Negli ultimi decenni l’importanza della dieta come regime alimentare in toto, rispetto alla tradizionale accezione di associazione di singoli nutrienti, sta emergendo con intensità sempre crescente. Da questo punto di vista, la dieta mediterranea, grazie alla ricchezza in vegetali e olio extravergine di oliva, si conferma come un regime alimentare dalle proprietà cardiometaboliche favorevoli, soprattutto per le persone con diabete, soggetti ad alto rischio cardiovascolare”.

Commenta il presidente della Sid Giorgio Sesti: “Questi studi contribuiscono in modo sostanziale a chiarire l’enorme potenziale terapeutico della dieta mediterranea, patrimonio Unesco, e rafforza l’importanza della nutraceutica come vero e proprio trattamento della patologie cardiometaboliche”.

Per saperne di più: “Mediterranean diet increases circulating levels of endothelial progenitor cells in type 2 diabetes”, Maria Ida Maiorino, Michela Petrizzo, Lorenzo Scappaticcio, Giuseppe Bellastella, Dario Giugliano, Katherine Esposito – Uoc di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche, Nuerologiche, Metaboliche e dell’Invecchiamento, Seconda Università degli Studi di Napoli

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