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Noci nella dieta: utili per chi ha il diabete

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L’introduzione regolare di noci nella dieta è benefica, aiuta a prevenire e contrastare diverse patologie, tra cui alcune possibili complicanze del diabete di tipo 2.

Il diabetologo Franco Tomasi scrive nel suo libro “A tavola con il diabete” che “le noci, così come altri semi oleosi, contengono in discreta quantità grassi polinsaturi della serie Omega 3 (gli stessi del pesce, però ovviamente di origine vegetale), che, come è ormai riconosciuto, sono molto efficaci nella prevenzione delle patologie cardiovascolari. Due, tre noci al giorno possono rappresentare quindi una valida, ma soprattutto naturale risorsa per allontanare il rischio di queste temibili complicanze del diabete”.

Il consumo quotidiano di noci aiuta a prevenire e ridurre i rischi di sviluppare diverse patologie, tra cui le patologie cardiovascolari, spesso conseguenza di un diabete non ben compensato.

Esistono vari studi che attestano i positivi effetti delle noci nella dieta all’interno di una sana alimentazione quotidiana, ispirata ai principi della piramide alimentare e della dieta mediterranea. Tra queste indagini, si segnala una ricerca pubblicata sulla autorevole rivista New England Journal of Medicine (condotta da Bao Y. e altri), secondo la quale il consumo frequente di noci o simili (noccioline, mandorle eccetera) ha come effetto una riduzione sensibile del tasso di mortalità. Lo studio ha riguardato oltre 76.000 donne e oltre 42.000 uomini, seguiti per circa 30 anni, dagli anni ’80 a oggi, con la somministrazione periodica, ogni 2-4 anni, di un questionario dietetico validato per l’accertamento della frequenza di assunzione dei vari alimenti. Ne è emersa una significativa relazione inversa fra la frequenza del consumo di noci e la mortalità totale, sia negli uomini sia nelle donne. In confronto ai soggetti che non facevano uso di noci, quelli che consumavano noci sette o più volte la settimana avevano un tasso di mortalità inferiore di circa il 20%. In particolare, è stata osservata una relazione inversa con le maggiori cause di morte come le patologie cardiache (che sono spesso esito di complicanze del diabete), il cancro e le malattie respiratorie.

Il professor Paolo Brunetti, già presidente della Società italiana di diabetologia, ricorda che diversi studi hanno richiamato l’attenzione sulla proprietà delle noci di ridurre il rischio di diabete di tipo 2, sindrome metabolica, cancro del colon, ipertensione, eccetera. Osserva Brunetti: “Le azioni salutari delle noci possono essere attribuite ai nutrienti in esse contenuti come proteine di alta qualità, acidi grassi insaturi, fibre, vitamine, come acido folico, niacina e vitamina E, minerali, come magnesio, potassio e calcio e, soprattutto, fitochimici come carotenoidi, flavonoidi e fitosteroli, che conferiscono proprietà antiossidanti, anti-infiammatorie, anticarcinogenetiche e cardioprotettive e possono avere effetti benefici sulle condizioni di ipercolesterolemia, iperglicemia, resistenza insulinica e disfunzione endoteliale”. Infatti, l’agenzia governativa statunitense Food and drug administration ha affermato, fin dal 2003 che il consumo giornaliero di 1,5 once (43 g) di noci, come parte di una dieta a basso contenuto di grassi, può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

Il professor Nicola Sorrentino, specialista di Scienza dell’Alimentazione e dietetica, docente presso l’Università di Pavia, e direttore della Columbus Clinic Diet di Milano, in una recente relazione a un incontro con i giornalisti al Circolo della stampa di Milano, ha dedicato un passaggio  significativo a ruolo delle noci nella dieta, ricordando che esse, come tutta la frutta secca a guscio, hanno “un ruolo importantissimo nella nostra alimentazione; danno un grosso apporto di proteine e anche di grassi, però di quelli insaturi, che fanno bene, e sono quindi utile nella prevenzione di tante patologie. E oltretutto rappresentano un ottimo spuntino”.

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