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Sindrome metabolica: forte correlazione con la vita sedentaria

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Se durante l’adolescenza si trascura l’attività fisica, conducendo una vita sedentaria, il rischio di sindrome metabolica in età matura aumenta vistosamente. Lo evidenzia uno studio prospettico svedese.

Uno studio prospettico di 27 anni eseguito in Svezia su circa 1000 soggetti (Wennberg P. et al. Television viewing and low-leisure time physical activity in adolescence indipendently predict the metabolic syndrome in mid-adulthood. Diabetes Care, published online January 2013) ha dimostrato che sedentarietà e sindrome metabolica hanno una stretta correlazione. Ad esempio stare davanti alla televisione per un tempo eccessivo o svolgere una scarsa attività fisica all’età di 16 anni aumenta il rischio di sviluppare una sindrome metabolica in età matura.

Gli autori hanno chiesto ai soggetti intervistati all’età di 16 anni se conducevano una vita sedentaria, se vedevano la televisione diverse volte nella giornata, una sola volta al giorno o a giorni alterni oppure una sola volta o meno la settimana, e se, nell’ultimo anno, avevano svolto una attività fisica o sportiva ogni giorno, diverse volte la settimana, una volta la settimana oppure una volta o più al mese o di rado.
Negli stessi soggetti si è valutata, all’età di 43 anni, la presenza di una sindrome metabolica seguendo le linee guida della International diabetes federation che attribuiscono valore diagnostico al rilievo di una circonferenza alla vita maggiore o uguale a 80 centimetri per la donna e maggiore o pari a 94 per l’uomo, con in aggiunta 2 o più dei criteri seguenti: 1) trigliceridi maggiori o uguali a150 mg/dl; 2) colesterolo Hdl inferiore a 50 mg/dl per la donna e minore di 40 mg/dl per l’uomo; 3) pressione arteriosa sistolica  maggiore o pari a130 mmHg e diastolica superiore o uguale a 85 mmHg; 4) glicemia a digiuno maggiore o uguale a 110 mg/dl o diagnosi accertata di diabete.

All’età di 43 anni è stata riscontrata una prevalenza complessiva di sindrome metabolica del 26,9%, ma i soggetti che avevano riferito di guardare la televisione diverse volte al giorno, all’età di 16 anni, avevano un rischio di sviluppare la sindrome metabolica, all’età di 43 anni, più alto di 2,14 volte rispetto a quelli che la guardavano una sola volta la settimana o meno. Inoltre, chi aveva svolto una attività fisica diverse volte al mese o meno, a 16 anni, aveva un rischio di sviluppare la sindrome metabolica, in età matura, più alto di 2,31 volte rispetto a chi l’aveva praticata ogni giorno.

Troppa tv ha dimostrato di avere effetti diversi da quelli causati dall’insufficiente attività fisica.

Infatti, mentre l’eccessiva esposizione alla tv, in età adolescenziale, è associata a obesità centrale, riduzione del colesterolo Hdl e ipertensione arteriosa all’età di 43 anni, il difetto di esercizio è associato a obesità centrale e a un aumento dei trigliceridi.

di Paolo Brunetti

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