Oltre 775mila persone con diabete monitorate, più di 340 centri diabetologici coinvolti e una copertura ormai estesa a tutto il territorio nazionale. I nuovi Annali AMD confermano il ruolo sempre più centrale del grande database dell’Associazione Medici Diabetologi nel raccontare l’evoluzione del diabete in Italia e la qualità dell’assistenza garantita ai pazienti. I dati relativi al 2025, presentati al Senato durante un convegno promosso dalla senatrice Daniela Sbrollini, mostrano una diabetologia in trasformazione: crescono l’utilizzo dei farmaci innovativi, la diffusione dei microinfusori e dei sensori per il monitoraggio continuo del glucosio, mentre migliorano il controllo della glicemia e del colesterolo. Restano però criticità importanti, soprattutto sul fronte delle complicanze microvascolari.
DIABETE TIPO 1, PIÙ TECNOLOGIA E MENO IPOGLICEMIE
Nel diabete tipo 1 la tecnologia continua lentamente a guadagnare spazio. I microinfusori vengono utilizzati dal 21,3% dei pazienti e per la prima volta gli Annali AMD presentano anche dati relativi ai sistemi CGM per il monitoraggio continuo del glucosio. L’analisi dei primi circa 13mila pazienti monitorati mostra che solo una persona su tre riesce a mantenere la glicemia nel corretto “time in range” per almeno il 70% del tempo. Tuttavia, il beneficio più evidente riguarda la riduzione delle ipoglicemie, che molti pazienti riescono oggi a evitare grazie ai sensori. Il quadro generale mostra comunque livelli assistenziali buoni: oltre il 37% dei pazienti raggiunge il target di emoglobina glicata e più della metà mantiene il colesterolo sotto controllo. Restano però fattori di rischio ancora molto diffusi, a partire dal fumo, che interessa oltre un quarto delle persone con diabete tipo 1.
DIABETE TIPO 2, CRESCE LA PROTEZIONE CARDIOVASCOLARE
Nel diabete tipo 2 gli Annali AMD evidenziano soprattutto il miglioramento della protezione cardiovascolare. Oltre l’85% dei pazienti utilizza oggi SGLT2 inibitori, agonisti recettoriali del GLP-1 o doppi agonisti GIP/GLP-1, segno di un accesso sempre più ampio alle terapie innovative. Migliora anche il controllo metabolico: l’emoglobina glicata è a target in oltre il 56% dei pazienti e quasi la metà mantiene livelli adeguati di colesterolo. “Questi dati raccontano l’impegno dedicato dai diabetologi alla riduzione del rischio cardiovascolare”, osserva Andrea Da Porto, direttore del Gruppo Annali AMD, spiegando come gli Annali abbiano contribuito negli anni a orientare l’attenzione clinica sulle principali aree critiche.
LE COMPLICANZE MICROVASCOLARI RESTANO LA NUOVA SFIDA
Accanto ai progressi, emerge però un problema sempre più evidente: la gestione delle complicanze microvascolari. Cala infatti il monitoraggio della microalbuminuria, della retinopatia e del piede diabetico. Un dato particolarmente rilevante se si considera che la malattia renale cronica resta la complicanza più frequente, interessando oltre il 50% delle persone con diabete tipo 2. Secondo AMD serve quindi una maggiore attenzione non soltanto alle nuove terapie, ma anche ai trattamenti tradizionali fondamentali nella protezione renale. ACE-inibitori e sartani, infatti, non vengono ancora utilizzati in circa il 43% dei pazienti che ne avrebbero indicazione clinica.
DIABETE GESTAZIONALE, AUMENTA L’OBESITÀ PREGRAVIDICA
Gli Annali AMD accendono i riflettori anche sul diabete gestazionale. L’età media delle donne con GDM supera i 34 anni e più di un terzo delle pazienti proviene da Paesi extraeuropei. A preoccupare è soprattutto l’aumento dell’obesità pregravidica, che interessa oggi oltre il 30% delle donne con diabete gestazionale, in crescita rispetto alle precedenti rilevazioni. Sale inoltre il ricorso alla terapia insulinica durante la gravidanza: oggi riguarda circa il 50% delle future mamme con GDM.
ANNALI AMD, UN PATRIMONIO DI DATI PER LA SANITÀ
Per AMD gli Annali rappresentano oggi uno dei più grandi registri clinici europei dedicati al diabete. Un patrimonio che negli anni ha prodotto oltre 65 pubblicazioni scientifiche internazionali e più di 40 monografie tematiche. “La disponibilità di informazioni cliniche strutturate può tradursi in risultati concreti per i pazienti”, afferma Salvatore De Cosmo, presidente AMD, evidenziando il valore del benchmarking tra i centri diabetologici. Un lavoro che guarda sempre più verso integrazione dei dati, tecnologie digitali e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di costruire modelli di cura sempre più personalizzati e capaci di rispondere ai nuovi bisogni delle persone con diabete.
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