Favorire il pieno contributo delle persone con diabete alla società, a partire dal lavoro, promuovendo una gestione consapevole della malattia e riducendo il rischio di complicanze. È questo il cuore del protocollo d’intesa firmato nei giorni scorsi tra Fand – Associazione italiana diabetici e Assimprenditori. L’accordo punta a sviluppare iniziative congiunte dedicate alla prevenzione, al miglioramento delle condizioni lavorative delle persone con diabete e al superamento dello stigma che ancora oggi accompagna questa patologia cronica. Una collaborazione che guarda al diabete non come limite, ma come condizione compatibile con una vita professionale piena e produttiva, se adeguatamente gestita.
DIABETE IN ITALIA: NUMERI E IMPATTO SOCIALE
In Italia le persone con diabete sono circa quattro milioni, a cui si aggiunge un ulteriore milione che potrebbe convivere con la malattia senza aver ancora ricevuto una diagnosi. Nel 2020 si sono registrati circa 20 mila decessi in più rispetto all’anno precedente con menzione del diabete tra le cause, per un totale di 97 mila morti, pari a undici ogni ora. Il diabete, spesso silente nelle fasi iniziali, viene talvolta scoperto in modo casuale o in presenza di complicanze già avanzate. Una diagnosi tardiva può tradursi in danni d’organo irreversibili: il 98 per cento delle amputazioni non traumatiche degli arti inferiori è riconducibile al diabete. Eppure, una gestione corretta e continuativa consente di condurre una vita normale, anche sul piano lavorativo, ritardando o prevenendo le complicanze.
SANI STILI DI VITA: UNA SFIDA CHE PARTE DAL LUOGO DI LAVORO
I dati del sistema di sorveglianza PASSI del Ministero della Salute fotografano una realtà che impone un cambio di passo: il 70 per cento delle persone con diabete è in eccesso ponderale, il 48 per cento è sedentario, il 22 per cento fuma e oltre il 90 per cento non consuma le cinque porzioni quotidiane di frutta e verdura raccomandate. In questo scenario, il luogo di lavoro può diventare uno spazio privilegiato per promuovere educazione alimentare, attività fisica e corretti stili di vita. Intervenire in ambito professionale significa non solo migliorare la qualità della vita delle persone con diabete, ma anche contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario e alla riduzione delle assenze per malattia.
GESTIONE PROATTIVA E CONSAPEVOLEZZA DELLA MALATTIA
“L’accordo fra le due organizzazioni, di cui siamo fieri, ha l’obiettivo di permettere alle persone con diabete di avere piena consapevolezza della propria malattia, attraverso una gestione serena e corretta, e di favorire il loro contributo allo sviluppo della società, sia in termini di qualità di vita sia di produttività – spiega Manuela Bertaggia, presidente Fand – Vogliamo promuovere in ambito lavorativo una cultura che consideri la persona con diabete come risorsa e non come problema, riducendo i giorni persi per malattia o ricoveri ospedalieri e, al contempo, prevenendo l’insorgenza del diabete nella popolazione grazie a stili di vita sani e alla corretta alimentazione accompagnata dall’attività fisica”. Un approccio che mette al centro la responsabilizzazione della persona, ma anche il ruolo delle aziende nel creare ambienti inclusivi e favorevoli alla salute.
IMPRESE E ASSOCIAZIONI: UN’ALLEANZA STRATEGICA
“Il protocollo firmato tra Assimprenditori e Fand rappresenta il suggello di una visione comune sul fronte del diabete e promette risultati concreti in questa sfida – dichiara Giuseppe Samà, presidente di Assimprenditori – Solo facendo fronte comune, ciascuno con le proprie competenze, sarà possibile contrastare efficacemente la pandemia diabetica. Imprese e Fand affiancate costituiscono un sodalizio vincente, e la strada è tracciata”. L’intesa segna così un passo ulteriore verso una cultura del lavoro più inclusiva, in cui la salute diventa parte integrante delle politiche aziendali e il diabete non è più motivo di esclusione, ma occasione di consapevolezza e responsabilità condivisa.
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