Riconoscere precocemente il diabete di tipo 2 rappresenta ancora oggi una sfida quotidiana per molti medici di medicina generale. La malattia, spesso asintomatica nelle fasi iniziali, può manifestarsi solo quando compaiono complicanze metaboliche o cardiovascolari. In questo contesto, i sistemi di supporto decisionale clinico che integrano l’intelligenza artificiale (AI‑CDSS) stanno emergendo come strumenti preziosi per assistere i professionisti nella diagnosi precoce e nella gestione del rischio.

IL NUOVO STUDIO SULL’AI-CDSS

Uno studio recente ha valutato un AI‑CDSS sviluppato con un approccio ibrido che combina conoscenze cliniche esperte con tecniche di machine learning. Il sistema è stato addestrato su un dataset di 650 pazienti e testato su altri 648, considerando parametri chiave come indice di massa corporea, glicemia a digiuno ed emoglobina glicata. In un pilot clinico condotto su 105 pazienti, il sistema ha identificato il diabete di tipo 2 nel 45% dei casi, mostrando un livello di accuratezza straordinario: 99,8% per la diagnosi di diabete, 99,3% per il prediabete e 99,2% nell’individuare soggetti a rischio. La concordanza con gli specialisti diabetologi è stata del 98,5%, nettamente superiore all’85% dei medici non endocrinologi, dimostrando come l’AI possa supportare efficacemente le decisioni cliniche anche quando gli specialisti non sono immediatamente disponibili.

L’EVOLUZIONE DELLA RICERCA SULL’IA

Negli ultimi vent’anni la comunità scientifica ha esplorato in modo crescente il ruolo dell’intelligenza artificiale e del machine learning nella diagnosi e nella gestione del diabete di tipo 2, ponendo le basi per le applicazioni più avanzate di oggi. Già a partire dal 2018, rassegne pubblicate su riviste internazionali evidenziavano come sistemi digitali potessero supportare medici e pazienti nell’identificazione precoce del diabete e nella prevenzione delle complicanze. Negli anni successivi, tra il 2020 e il 2022, studi sperimentali hanno applicato reti neurali e modelli di apprendimento automatico a dati clinici reali, dimostrando che tali algoritmi possono predire con elevata accuratezza la comparsa del diabete e contribuire alla personalizzazione della terapia farmacologica. Nel 2023, ricerche condotte su dataset clinici pubblici hanno sviluppato sistemi di supporto decisionale in grado di integrare più algoritmi e generare previsioni affidabili, accompagnando i medici nel processo diagnostico con strumenti digitali concreti. Infine, documenti di consenso e rassegne pubblicate fino al 2025 hanno consolidato la consapevolezza che l’intelligenza artificiale non rappresenta più solo un approccio teorico, ma un valido alleato nella pratica clinica, capace di migliorare l’accuratezza diagnostica, supportare i medici non specialisti e favorire percorsi di cura più personalizzati.

 

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