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Le “Idee di valore” dei centri diabetologici

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Sono stati premiati a Milano, alla Diamond Tower, i vincitori del progetto “Idee di valore”, iniziativa Bayer rivolta ai centri diabetologici di tutta Italia.

L’obiettivo era raccogliere da chi opera tutti i giorni in prima linea proposte, consigli e suggerimenti su come migliorare la cura e l’assistenza alle persone con diabete. In particolare, si trattava di presentare idee e progetti, concretamente attuabili in pratica (eventualmente anche già sperimentati) su tre temi-chiave: l’organizzazione dei servizi di diabetologia, la formazione, la motivazione all’automonitoraggio del diabete.

Premiati i centri diabetologici vincitori del progetto Bayer “Idee di valore”: le proposte più valide per migliorare la cura del diabete.

“Idee di valore – Strategie vincenti nella gestione della persona con diabete” è stato realizzato grazie al patrocinio dell’Associazione medici diabetologi-Amd e dell’Osdi-Operatori sanitari di diabetologia italiani, i cui rappresentanti hanno preso posto nel board scientifico e nella giuria del progetto: Antonio Ceriello, Nicoletta Musacchio, Alessandro Ozzello e Mauro Ragonese per Amd e Roberta Chiandetti, Giovanni Lo Grasso, Clara Rebora per Osdi.

I vincitori

La giuria ha dapprima selezionato, tra i 70 lavori presentati, i 28 migliori, fra i quali ha scelto i 9 più validi, a cui si è aggiunto un decimo, votato dal pubblico dei partecipanti. Ecco la lista dei vincitori.

Sezione “Modello organizzativo e gestione della persona con diabete”

1° Giorgio Luciano Viviani, Ernesto Abramo – Irccs Azienda Ospedaliera Università San Martino, Ist – Genova

2° Maria Filippina Angius, Lucia Canu – Soc Diabetologia Asl 2 – Olbia

3° Umberto Amelia, Stefano Masi – Uos Endocrinologia Malattie Metaboliche e Diabetologia

Sezione “Percorsi Formativi”

1° Letizia Tomaselli, Valentina Rapisarda, Roberta Reale – A.O. Garibaldi U.O. Endocrinologia – Catania

2° Sergio Leotta, Paola d’Angelo, Concetta Suraci – Uoc Dietologia Diabetologia e Malattie Metaboliche Ospedale Sandro Pertini – Roma

3° Gianpaolo Magro, Donatella Franca Gaviglio Aso Santa Croce e Carle – Cuneo

Sezione “Motivazione all’automonitoraggio”

1° Lucia Frittitta, Sebastiano Squatrito, Andrea Tumminia – Endocrinologia Università di Catania – Catania

2° Davide Brancato, Rosa Cinzia Calandrino – Centro Regionale di Riferimento per la Diabetologia e l’Impianto dei Microinfusori – Partinico (Palermo)

3° Silvia Bonfadini, Emanuela Zarra, Maria Giuditta Grazioli – Istituto Ospedali Civili di Brescia, Unità Operativa di Diabetologia – Brescia

Il più votato dal “pubblico”

Emanuela Lapice, Antonio Vetrano – Istituto per lo studio e la cura del diabete (Caserta); Reparto Diabetologia Casagiove (Ce)

Il team diabetologico deve essere valorizzato, perché una squadra di specialisti che lavora in sintonia garantisce la migliore assistenza e la più efficace cura ai pazienti con diabete.

Come hanno spiegato Antonio Ceriello, presidente uscente di Amd e Nicoletta Musacchio, nuova presidente dell’Associazione medici diabetologi (investita ufficialmente nel congresso Amd di maggio a Genova), la filosofia di fondo del progetto Bayer è la valorizzazione del team diabetologico, quella squadra di operatori specializzati (dal diabetologo all’infermiere, al dietista, allo psicologo) che lavora in sintonia per garantire al paziente la migliore assistenza e la più adeguata cura. L’esperienza, supportata da studi che ne misurano i risultati, ha dimostrato che le persone con diabete sono curate meglio se seguite da un’équipe diabetologica.

La necessità di sottolineare la validità del team è tanto maggiore in quanto purtroppo è sottovalutata: nonostante sia evidente che produca risultati positivi, ancora oggi, come lamenta Musacchio, “in certi reparti si fatica ad avere personale infermieristico dedicato: il nostro lavoro deve invece essere valorizzato, come del resto riconosce il Piano nazionale del diabete, che dà grande rilievo alle competenze specialistiche, al team, all’autonomia consapevole del paziente, ai concetti di rete, integrazione e continuità assistenziale. Se il paziente è inserito in un percorso all’interno di una squadra, ottiene buon controllo, miglioramento dei parametri metabolici, minore necessità di visite, più alta aderenza alla terapia. Questa rete deve comprendere il centro diabetologico, gli infermieri, i medici generalisti”.

 L’organizzazione e l’attività dei centri diabetologici più attivi si basa su un team multiprofessionale, sulla regolare educazione terapeutica al paziente e sulla osservanza delle linee guida scientifiche sul diabete.

Il progetto “Idee di valore” di Bayer ha proposto ai partecipanti anche un questionario sulle caratteristiche dell’assistenza diabetologica fornita ai pazienti. Ne è emerso un quadro interessante, anche se -avverte Ceriello- questi dati sono relativi a centri diabetologici particolarmente motivati (che hanno partecipato con convinzione al progetto) e quindi non possono essere trasferiti automaticamente al piano nazionale.

Per esempio, l’esistenza di un team multiprofessionale nei centri diabetologici è frequente, ma con molte varianti nella composizione: il dietista è presente nel 65-85% dei centri, lo psicologo nel 40-45%, il podologo nel 20-30%. Un ambulatorio infermieristico è presente nel 70% circa dei centri. Il dialogo costante con il medico di medicina generale (la cui importanza era sottolineata da Musacchio) esiste nel 70-75% dei casi.

Inoltre, in una percentuale vicina al 100% dei centri è favorita l’applicazione delle linee guida elaborate dalle società scientifiche o da gruppi di esperti. L’educazione terapeutica al paziente è di solito regolarmente garantita: nel 95% dei centri è praticata sia a livello individuale sia di gruppo, nel 5% soltanto individuale; nel 78% dei centri si valuta il grado di apprendimento da parte del paziente. È importante rilevare che nell’80% dei casi esiste una collaborazione con le associazioni dei pazienti nell’ambito dell’attività educativa.

Corsi di addestramento all’autocontrollo sono previsti da circa il 70-80% dei centri (di più al centro con l’83%, a seguire il sud con il 77%, percentuale minore al nord con il 62%). La registrazione dei dati dell’autocontrollo è fatta molto spesso (81-85% a nord e sud, inferiore invece, 50%, al centro). Per motivare il paziente all’autocontrollo è utilizzato nell’80% dei casi il metodo dello scarico e confronto sul dato glicemico.

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