L’iter di attuazione della Legge 130/2023 sullo screening nazionale del diabete di tipo 1 e della celiachia compie un nuovo passo avanti. La Fondazione Italiana Diabete (FID) ha accolto con soddisfazione i pareri favorevoli espressi dalle Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato sullo schema di decreto attuativo della norma che ha reso l’Italia il primo Paese al mondo a dotarsi di un programma nazionale di screening per il diabete di tipo 1 e la celiachia. Particolarmente apprezzata dalla Fondazione è la raccomandazione contenuta nei pareri parlamentari che invita il Governo a valutare l’opportunità di estendere lo screening anche ai bambini più piccoli, a partire dai 2 anni di età.

UN SEGNALE IMPORTANTE DAL PARLAMENTO

Il testo del decreto trasmesso al Parlamento prevede attualmente che lo screening per il diabete di tipo 1 venga effettuato nella popolazione pediatrica di età compresa tra i 5 e i 6 anni. Le Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato hanno però evidenziato l’opportunità di valutare un ampliamento futuro del programma ai bambini dai 2 ai 4 anni. “Desideriamo ringraziare tutti i componenti delle due Commissioni per aver riconosciuto l’importanza di questo tema e per aver evidenziato, nel loro parere, la necessità di valutare l’allargamento dello screening ai bambini più piccoli – dichiara Nicola Zeni, presidente della Fondazione Italiana Diabete -. È proprio tra i 2 e i 4 anni che si osservano alcuni dei rischi clinici più elevati legati all’esordio del diabete di tipo 1. Spesso nel corso delle nostre interlocuzioni istituzionali abbiamo sottolineato questo aspetto”.

PERCHÉ È IMPORTANTE SCREENARE I BAMBINI PIÙ PICCOLI

Secondo FID, l’estensione dello screening alla fascia di età compresa tra i 2 e i 4 anni permetterebbe di intercettare precocemente i bambini maggiormente a rischio di sviluppare la malattia. “Monitorare la fascia 2-4 anni è fondamentale, perché qui si verificano le forme più gravi di chetoacidosi, spesso tali da richiedere il ricovero in terapia intensiva”, sottolinea Francesca Ulivi, direttrice generale della Fondazione Italiana Diabete. La chetoacidosi diabetica rappresenta infatti una delle complicanze più pericolose dell’esordio del diabete di tipo 1 e può mettere seriamente a rischio la salute dei bambini quando la diagnosi arriva tardivamente.

LE EVIDENZE SCIENTIFICHE

A sostegno della richiesta di ampliare il programma di screening, la Fondazione richiama le evidenze scientifiche disponibili a livello internazionale. “La letteratura scientifica internazionale indica chiaramente come le coorti 2-4 anni e 6-8 anni rappresentino i principali picchi di sieroconversione degli autoanticorpi, marker precoci della malattia”, evidenzia Ulivi. La ricerca ha infatti dimostrato che la comparsa degli autoanticorpi associati al diabete di tipo 1 può precedere di anni l’esordio clinico della malattia, rendendo possibile l’identificazione precoce dei bambini a rischio e un monitoraggio più attento della loro condizione.

UNA LEGGE CHE HA FATTO SCUOLA

La Legge 130/2023 rappresenta un traguardo storico per la prevenzione del diabete di tipo 1. Grazie a questa norma, l’Italia è diventata il primo Paese al mondo a introdurre un programma nazionale di screening per il diabete di tipo 1 e la celiachia. Per la Fondazione Italiana Diabete, l’attuazione della legge rappresenta un passaggio fondamentale per migliorare la diagnosi precoce e ridurre il rischio di esordi gravi della malattia. “Il parere espresso dal Parlamento rappresenta un segnale incoraggiante e un’importante apertura verso un possibile ampliamento futuro del programma – conclude Zeni -. FID continuerà a collaborare con le istituzioni e con tutti gli attori coinvolti affinché la Legge 130/2023 possa raggiungere pienamente i suoi obiettivi di salute pubblica, garantendo nel tempo la protezione del maggior numero possibile di bambini”.

IL RUOLO DELLA FONDAZIONE ITALIANA DIABETE

La Fondazione Italiana Diabete è la principale fondazione italiana dedicata alla ricerca sul diabete di tipo 1 e da anni è impegnata nello sviluppo di strategie per la prevenzione e la diagnosi precoce della malattia. Tra i progetti sostenuti dalla Fondazione figura lo studio UNISCREEN, che ha contribuito a creare le basi scientifiche per l’applicazione della Legge 130/2023. FID ha inoltre collaborato con l’Istituto Superiore di Sanità nello studio D1Ce Screen promosso dal Ministero della Salute per valutare la fattibilità di uno screening su larga scala nella popolazione pediatrica. L’impegno della Fondazione si estende anche a livello internazionale attraverso la partecipazione ai principali network europei dedicati alla prevenzione del diabete di tipo 1 e alla definizione delle linee guida sullo screening precoce della malattia.

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