Negli ultimi anni i nuovi farmaci anti-obesità hanno cambiato l’approccio alla gestione del diabete di tipo 2. Nati come terapie per il controllo glicemico, questi medicinali – oggi tra i più prescritti per il diabete – hanno mostrato anche una marcata efficacia nella riduzione del peso corporeo. Proprio per questo, in Italia, il diabete rappresenta attualmente l’unica indicazione per cui tali farmaci sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. Ma cosa accade quando la terapia viene sospesa? A rispondere è una nuova revisione sistematica e meta-analisi che mette in luce un aspetto cruciale per le persone con diabete: la perdita di peso e i benefici metabolici possono essere rapidamente reversibili.

STOP ALLA TERAPIA E RECUPERO DI PESO RAPIDO

Lo studio, che ha analizzato 37 lavori scientifici per un totale di oltre 9.300 adulti con sovrappeso o obesità, mostra che dopo l’interruzione dei farmaci anti-obesità il peso tende a risalire velocemente. In media, il recupero è pari a 0,4 kg al mese, un dato significativo soprattutto per chi convive con il diabete, dove il peso corporeo è strettamente legato al controllo della glicemia e al rischio cardiovascolare. Non è solo il peso a tornare indietro. Secondo le proiezioni degli autori, i miglioramenti su glicemia, lipidi e altri parametri cardiometabolici svaniscono progressivamente, fino a tornare ai livelli di partenza entro circa un anno e mezzo dalla sospensione della terapia. Un elemento che rafforza l’idea che questi farmaci non agiscano in modo “definitivo”, ma richiedano continuità e integrazione con altri interventi.

FARMACI VS STILE DI VITA: IL CONFRONTO

Un altro risultato chiave riguarda il confronto con i programmi di gestione comportamentale del peso. Il recupero ponderale dopo l’interruzione dei farmaci è risultato più rapido rispetto a quello osservato dopo la fine di percorsi basati su alimentazione, attività fisica ed educazione terapeutica, indipendentemente dal peso perso inizialmente. Un segnale importante per la pratica clinica nel diabete. per le persone con diabete di tipo 2, questo studio ribadisce un concetto fondamentale: i nuovi farmaci anti-obesità sono strumenti efficaci, ma non risolutivi da soli. Trattandosi di una malattia cronica, il diabete richiede strategie terapeutiche continuative, evitando l’idea di cicli brevi di trattamento seguiti da sospensioni non strutturate.

UN APPROCCIO INTEGRATO È ESSENZIALE

Gli autori invitano alla prudenza nell’uso a breve termine di questi farmaci senza un progetto a lungo termine. Alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, educazione terapeutica e aderenza alle cure restano elementi imprescindibili. I farmaci possono facilitare il percorso, ma non sostituirlo. Per chi convive con il diabete, I nuovi farmaci anti-obesità rappresentano, dunque, un’importante opportunità terapeutica, ma solo se inseriti in una gestione globale e duratura della malattia. Perché i risultati più solidi, come sempre, si costruiscono nel tempo.

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