Il diabete non nasce solo da genetica e stili di vita. Sempre più studi indicano che anche l’ambiente gioca un ruolo chiave nello sviluppo delle alterazioni metaboliche che precedono la malattia. In questo contesto si inserisce una nuova e ampia revisione scientifica che accende i riflettori su un possibile fattore di rischio ancora poco considerato nella pratica clinica: l’esposizione alle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS). Secondo una revisione sistematica e meta-analisi condotta da ricercatori della Icahn School of Medicine del Mount Sinai e pubblicata su The Lancet eClinicalMedicine, il contatto con queste sostanze chimiche persistenti è associato a un aumento del rischio di diabete gestazionale e a modificazioni dei principali marcatori della resistenza insulinica e della secrezione di insulina. Dati che rafforzano l’ipotesi di un legame tra inquinanti ambientali e patogenesi del diabete.

COSA SONO I PFAS E PERCHÉ RIGUARDANO IL DIABETE

I PFAS sono una vasta famiglia di composti chimici utilizzati da decenni in ambito industriale e nei prodotti di consumo: pentole antiaderenti, imballaggi alimentari, tessuti impermeabili, schiume antincendio. La loro caratteristica principale è la estrema persistenza, che ne favorisce l’accumulo nell’ambiente e nell’organismo umano. Dal punto di vista metabolico, diversi PFAS sono sospettati di interferire con i meccanismi ormonali e con la regolazione del glucosio, influenzando la sensibilità all’insulina e la funzione delle cellule beta pancreatiche.

UNA REVISIONE SENZA PRECEDENTI

Questo studio rappresenta la più ampia sintesi delle evidenze disponibili sul tema. Gli autori hanno analizzato 129 studi epidemiologici, includendo non solo il rischio di diabete gestazionale, ma anche il diabete di tipo 2, il diabete di tipo 1 e numerosi indicatori continui del controllo glicemico. I risultati mostrano associazioni particolarmente solide tra l’esposizione a diversi PFAS e il diabete gestazionale, con un aumento coerente del rischio all’aumentare delle concentrazioni di alcune sostanze, in particolare i PFAS “storici” come il PFOS. Parallelamente, emergono legami con un incremento della resistenza insulinica (HOMA-IR) e con alterazioni della secrezione insulinica.

IL DIABETE GESTAZIONALE COME CAMPANELLO D’ALLARME

“I nostri risultati indicano che la gravidanza potrebbe essere una finestra di vulnerabilità metabolica particolarmente sensibile”, spiegano gli autori. Il diabete gestazionale, infatti, non è solo una complicanza temporanea della gravidanza, ma un forte predittore di diabete di tipo 2 sia per la madre sia, indirettamente, per il bambino nel corso della vita. Le alterazioni osservate nei marcatori metabolici suggeriscono che l’esposizione ai PFAS possa agire prima ancora della comparsa clinica del diabete, interferendo con i meccanismi di compenso insulinico.

ESPOSIZIONE DIFFUSA, POPOLAZIONE A RISCHIO

Uno degli aspetti più critici messi in luce dallo studio è la quasi universalità dell’esposizione ai PFAS. “Quasi tutti siamo esposti a queste sostanze”, avvertono i ricercatori, sottolineando come il diabete gestazionale possa rappresentare solo la punta dell’iceberg di un impatto metabolico più ampio. Le evidenze sul diabete di tipo 2 e di tipo 1 sono al momento meno consistenti, ma gli autori invitano alla cautela: la qualità degli studi è variabile e sono necessari grandi studi prospettici per chiarire il ruolo dei PFAS lungo tutto l’arco della vita.

PREVENZIONE DEL DIABETE: GUARDARE ANCHE ALL’AMBIENTE

Per chi si occupa di diabete, questi risultati rafforzano l’idea che la prevenzione non possa limitarsi a dieta, attività fisica e controllo del peso. Le esposizioni ambientali potrebbero contribuire a creare un terreno metabolico sfavorevole, soprattutto in momenti critici come la gravidanza. Ridurre l’esposizione ai PFAS, quando possibile, può rappresentare una misura prudenziale, in particolare per le donne che pianificano una gravidanza o che presentano già fattori di rischio metabolico. Integrare la valutazione ambientale nella pratica clinica potrebbe diventare, in futuro, un tassello importante della prevenzione del diabete.

Riproduzione riservata ©