Chi convive con il diabete di tipo 1 sa bene quanto il momento della somministrazione dell’insulina possa fare la differenza nel controllo della glicemia. Ora una nuova ricerca aggiunge un tassello importante: effettuare il bolo insulinico circa 15 minuti prima del pasto potrebbe avere benefici che vanno oltre il controllo metabolico, migliorando anche il flusso sanguigno del microcircolo cardiaco. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Diabetologia, che ha valutato per la prima volta l’effetto del timing dell’insulina sulla funzione vascolare nelle persone con diabete di tipo 1.

NON SOLO GLICEMIA: IL CUORE POTREBBE BENEFICIARNE

Le complicanze cardiovascolari rappresentano ancora oggi una delle principali cause di morbilità e mortalità nelle persone con diabete di tipo 1. Il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare è infatti da due a quattro volte superiore rispetto alla popolazione senza diabete. Tra i fattori che contribuiscono a questo rischio vi è anche l’iperglicemia post-prandiale, che favorisce processi come stress ossidativo, infiammazione e disfunzione endoteliale, alterando progressivamente il funzionamento dei piccoli vasi sanguigni. Partendo da queste osservazioni, i ricercatori hanno ipotizzato che limitare il picco glicemico dopo il pasto attraverso una corretta tempistica dell’insulina potesse tradursi anche in un miglioramento della perfusione del cuore.

LO STUDIO

Lo studio ha coinvolto 18 giovani adulti con diabete di tipo 1, di età compresa tra 18 e 35 anni e con indice di massa corporea inferiore a 30 kg/m², oltre a 18 volontari sani utilizzati come gruppo di confronto. I partecipanti con diabete hanno seguito due protocolli, secondo un disegno randomizzato crossover: in una occasione hanno effettuato l’iniezione dell’insulina rapida 15 minuti prima del pasto, nell’altra 15 minuti dopo aver iniziato a mangiare. Prima del pasto e due ore dopo i ricercatori hanno misurato la glicemia, i livelli di insulina, diversi parametri della funzione vascolare e il flusso del microcircolo miocardico mediante ecografia, oltre ad alcuni biomarcatori dell’infiammazione e della disfunzione endoteliale. L’obiettivo principale era verificare se il momento dell’iniezione influenzasse il flusso sanguigno del microcircolo del cuore.

I RISULTATI

I dati hanno confermato che il bolo effettuato prima del pasto garantisce un miglior controllo della glicemia post-prandiale. L’area sotto la curva glicemica è risultata significativamente più elevata quando l’insulina veniva somministrata dopo l’inizio del pasto, segno di una maggiore esposizione all’iperglicemia. Ma il risultato più interessante riguarda il cuore. Quando l’insulina veniva somministrata prima del pasto, la velocità del flusso del microcircolo miocardico aumentava in modo significativo, determinando anche un incremento del flusso sanguigno complessivo del miocardio. Al contrario, nei protocolli con somministrazione post-prandiale e nei soggetti sani non sono state osservate variazioni significative del flusso del microcircolo cardiaco.

PERCHÉ IL MOMENTO DELL’INIEZIONE È COSÌ IMPORTANTE

Le insuline rapide sono progettate per iniziare ad agire poco dopo la somministrazione e sincronizzarsi con l’assorbimento dei carboidrati introdotti con il pasto. Nella pratica quotidiana, tuttavia, molti pazienti preferiscono effettuare l’iniezione contemporaneamente al pasto o addirittura dopo aver iniziato a mangiare. Una scelta spesso dettata dalla paura dell’ipoglicemia, soprattutto nei bambini o quando non si è certi della quantità di cibo che verrà consumata. Lo studio suggerisce che questo ritardo potrebbe non influenzare soltanto la glicemia, ma anche la funzione del microcircolo cardiaco.

CHE COS’È IL MICROCIRCOLO MIOCARDICO

Il microcircolo miocardico è costituito dalla rete di piccoli vasi sanguigni che portano ossigeno e nutrienti direttamente al muscolo cardiaco. Un’alterazione del suo funzionamento può comparire molto precocemente nel diabete, ancora prima dello sviluppo di una malattia coronarica conclamata, ed è considerata uno dei meccanismi coinvolti nelle complicanze cardiovascolari della malattia. Migliorarne il flusso potrebbe quindi rappresentare un ulteriore elemento di protezione cardiovascolare.

SERVONO CONFERME

Gli stessi autori invitano però alla prudenza. Lo studio ha coinvolto un numero limitato di partecipanti e ha valutato esclusivamente gli effetti acuti della somministrazione dell’insulina nelle due ore successive al pasto. Non è quindi possibile affermare che effettuare il bolo prima del pasto riduca il rischio di infarto, scompenso cardiaco o altre complicanze cardiovascolari nel lungo periodo. Saranno necessari studi più ampi e con un follow-up prolungato per verificare se il miglioramento del microcircolo cardiaco osservato si traduca anche in benefici clinici concreti.

UN MESSAGGIO PRATICO PER LE PERSONE CON DIABETE

In attesa di nuove conferme, il lavoro rafforza una raccomandazione già presente nelle linee guida: quando possibile, l’insulina rapida dovrebbe essere somministrata circa 15 minuti prima del pasto, così da sincronizzare la sua azione con l’assorbimento dei carboidrati. Oggi questa indicazione acquista un significato ancora più ampio. Non solo per limitare i picchi glicemici post-prandiali, ma anche perché potrebbe contribuire a preservare la salute del cuore, un aspetto fondamentale nella gestione a lungo termine del diabete di tipo 1. L’ultima parola spetterà alla ricerca, ma lo studio apre una prospettiva nuova: anche il timing della terapia insulinica potrebbe diventare uno strumento per proteggere il sistema cardiovascolare, oltre che per migliorare il controllo della glicemia.

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