Le nuove tecnologie hanno migliorato la gestione di molte patologie, sia permettendo un controllo medico a distanza, che supportando il paziente nella gestione e nel monitoraggio quotidiani delle terapie. Tuttavia, i pazienti con diabete che fanno uso di dispositivi di monitoraggio della glicemia collegati con gli smartphone dovrebbero fare molta attenzione alla configurazione di questi ultimi: “Errori nelle impostazioni potrebbero portare a non accorgersi di segnali di allarme con conseguente rischio di ipoglicemia, iperglicemia o chetoacidosi”, avverte la Food and Drug Administration (Fda) americana. “L’avvento di dispositivi di monitoraggio e sensori ha rivoluzionato senza alcun dubbio la gestione del diabete, permettendo ai pazienti un migliore controllo dei valori glicemici, riducendo il rischio di valori troppo alti o troppo bassi”, commenta Simone Alfieri, biologo nutrizionista, in un’intervista a Tutto Diabete -. La possibilità di collegare tali dispositivi anche al proprio smartphone, su cui è possibile ricevere notifiche, rappresenta un ulteriore vantaggio”, aggiunge lo specialista.
ECCO PERCHE’ FARE ATTENZIONE
Nonostante la comprovata utilità, l’agenzia americana ha ritenuto doveroso far sapere ai pazienti di aver ricevuto segnalazioni di casi in cui “lo smartphone non ha segnalato le condizioni di emergenza o che gli alert non sono stati notati dai pazienti. In alcuni casi, la mancanza di questi avvisi può aver contribuito a gravi danni”, si legge nella nota in cui l’Fda invita i pazienti a verificare la configurazione del proprio dispositivo. “L’osservazione della FDA riguardo ai dispositivi di monitoraggio della glicemia collegati agli smartphone evidenzia un’importante area di criticità nella gestione del diabete – aggiunge Alfieri -. Sebbene questi dispositivi rappresentino un progresso significativo nella tecnologia medica, consentendo un monitoraggio continuo e riducendo la necessità di punture multiple, la loro efficacia dipende in larga misura dalla corretta configurazione e utilizzo”.
SEGNALARE ALLA FDA EVENTUALI PROBLEMI DI GESTIONE DELLE APP
Semplici impostazioni potrebbero, infatti, vanificare l’efficacia del monitoraggio: per esempio, la mancata autorizzazione a ricevere notifiche dalla app o l’utilizzo dell’impostazione ‘non disturbare’ sullo smartphone. Comuni possono essere anche i problemi di volume, come quelli che si possono riscontrare dopo aver utilizzato auricolari wireless o, ancora, l’installazione di aggiornamenti sullo smartphone che rendono ‘non supportata’ la app del dispositivo medico. L’agenzia Usa consiglia pertanto di fare attenzione a tutti questi aspetti e di segnalare eventuali problemi con il dispositivo. “La mancata ricezione di allerta per condizioni critiche come ipoglicemia, iperglicemia o chetoacidosi è particolarmente preoccupante, poiché tali eventi possono avere conseguenze gravi e potenzialmente mortali”, avverte il biologo nutrizionista.
I PROFESSIONISTI SANITARI SUPPORTINO I PAZIENTI
“In un contesto clinico, è essenziale che i professionisti della salute forniscano supporto ai pazienti, non solo nella scelta dei dispositivi, ma anche nella loro configurazione e manutenzione. La promozione di una comunicazione attiva tra pazienti e fornitori di dispositivi medici è cruciale per ottimizzare la gestione del diabete e garantire che i benefici della tecnologia non siano vanificati da errori operativi. La ricerca continua in questo campo è fondamentale – conclude Alfieri – sia per migliorare la sicurezza, che l’affidabilità di questi strumenti vitali”.
Riproduzione riservata ©