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Atleti con diabete: semplicemente atleti

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Si è svolta allo Stadio Adriatico di Pescara una bella manifestazione sportiva promossa da Aniad Abruzzo (associazione guidata da Rosa De Luca, nella foto), che ha radunato alcune decine di atleti con diabete provenienti da varie regioni italiane. L’evento si intitolava “Per vincere insieme…il diabete” e prevedeva una vasta gamma delle principali prove di atletica leggera: dai 100 metri al lancio del peso, dal salto in lungo ai 5000 metri, dalla staffetta svedese al salto in alto, dai 1500 metri alla classica staffetta 4×100.

Atleti con diabete di tutta Italia  si sono trovati a Pescara per gareggiare, stare insieme e dimostrare che con il diabete si può fare tutto

La manifestazione era naturalmente riservata ad atleti con diabete di tipo 1 e 2, che per un weekend (il 12 e 13 settembre) si sono ritrovati non soltanto per gareggiare, ma anche per stare serenamente insieme in amicizia tra persone che condividono una medesima condizione (essere diabetici) e dimostrare una volta di più che con il diabete si può fare tutto. E che un atleta con diabete è semplicemente un atleta. Anche di ottimo livello, come ci ha ricordato la presidente di Aniad Abruzzo Rosa De Luca a proposito di alcuni validi elementi del gruppo.

Questo primo Meeting interregionale di atletica leggera prevedeva anche una parte convegnistica ed educativa dedicata al tema “diabete e sport”, al quale ha partecipato, tra gli altri, con un intervento su terapia, alimentazione e autocontrollo in relazione all’attività fisica la diabetologa Giuliana La Penna, consigliere nazionale di Amd e dirigente medico del Servizio di diabetologia della Ausl di Pescara. A Pescara è stato eletto anche il nuovo presidente nazionale di Aniad, (Associazione nazionale italiana atleti diabetici) Marcello Grussu, di Aniad Sardegna.

Abbiamo chiesto alla presidente di Aniad Abruzzo (associazione nata proprio quest’anno e promotrice dell’evento di Pescara) Rosa De Luca di illustrarci come è nata questa iniziativa, di fatto figlia di una manifestazione nazionale organizzata da Aniad nazionale negli scorsi anni a Tirrenia (Pisa), nel 2011 e nel 2012, che aveva suscitato grande entusiasmo tra gli atleti con diabete di tutta Italia.

Infatti, come ci racconta De Luca, è stato proprio un folto gruppo di atleti con diabete che si erano conosciuti durante le giornate di Diatletica – potremmo chiamarlo il “gruppo di Tirrenia”- a darsi da fare e a impegnarsi per far rivivere lo spirito di una manifestazione che, dopo due pur fortunate edizioni, non si era più ripetuta.

“Noi del gruppo di atleti di Tirrenia -dice De Luca- ci siamo conosciuti allora e siamo poi sempre rimasti legati. La bella esperienza di Tirrenia ci ha dato l’idea di continuare su quella strada ognuno nella propria regione e nella propria città. Così abbiamo continuato a sentirci e a frequentarci in varie occasioni per incontri organizzati in regioni di tutta Italia (dal Lazio alla Sardegna). Qui a Pescara abbiamo voluto cercare di coinvolgere un gruppo un po’ più numeroso”.

L’ostacolo numero uno era quello economico: se non ci sono i fondi, si sa, la buona volontà non basta. Ci volevano risorse per ospitare le persone e per organizzare la manifestazione. E per fortuna si sono trovate: le sponsorizzazioni sono arrivate e sono state sufficienti a coprire i costi e il patrocinio del Coni, della Federazione italiana di atletica leggera e della Città di Pescara ha permesso di portare a buon fine l’iniziativa.

“All’inizio ci siamo mossi con qualche titubanza -riprende De Luca- perché come Aniad Abruzzo siamo nati da pochi mesi e dovevamo capire come affrontare il problema economico dell’organizzazione. Alla fine è andato tutto bene e siamo riusciti a ospitare circa 50 persone (37 atleti con i loro accompagnatori) e ad allestire un bel pacco gara, con i premi e gli omaggi per i partecipanti. Sono molto contenta e mi pare che tutti siano rimasti molto soddisfatti di questa esperienza”.

Gli atleti, quasi tutti con diabete di tipo 1, ma qualcuno anche con diabete di tipo 2, provenivano un po’ da tutto il Paese: Abruzzo (naturalmente), Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Lazio, Molise, Campania, Lombardia, Lazio, Sicilia, Sardegna.

De Luca tiene a sottolineare il sostegno ricevuto dal Coni (nella persona del dottor Enzo Imbastaro), che ha consentito di utilizzare proprio lo stadio della squadra di calcio del Pescara, ora in Serie B, e che ricordiamo bene anche nella serie maggiore (specialmente negli anni Ottanta sotto la guida dell’allenatore Giovanni Galeone).

“Siamo tutti vincitori: per vincere insieme il diabete”

Quando domandiamo a Rosa De Luca chi sono stati i vincitori delle gare, troviamo una risposta che ci fa capire bene qual è stato lo spirito che ha animato l’iniziativa: “A dire la verità, non abbiamo premiato il primo, il secondo e il terzo classificato: ai singoli abbiamo dato medaglia e attestato di partecipazione e abbiamo premiato le prime tre squadre (regionali e miste) con le coppe regalate dal Coni. Ma il nostro scopo era privilegiare l’aspetto ludico e dire che eravamo tutti vincitori”. Giusto: tutti vincitori e tutti amici e solidali “per vincere insieme il diabete”, appunto.

Continua De Luca: “C’è un bel sentimento di appartenenza a questo gruppo, tutti ne parlano come di una grande famiglia: il fatto di rivederci tre-quattro volte l’anno tutti insieme ci rende molto uniti, con bei contatti, che proseguono anche su WhatsApp”.

La presidente di Aniad Abruzzo ha ben presente, per diretta esperienza, quanto lo sport faccia bene al fisico e allo spirito e quanto sia positivo lo stare insieme e confrontarsi: “La partecipazione al gruppo -dice- ci permette di condividere esperienze che non sono soltanto legate al diabete, sono esperienze di sport, direi quasi di educazione fisica. Noi siamo atleti, non ci sentiamo malati. Sappiamo di dover convivere con questa condizione, ma io quando corro non mi sento malata: mi sento un atleta punto e basta”.

Le persone del gruppo sono tutte atleti abituali, tutti in possesso di certificato di idoneità alle competizioni (alcuni sono specializzati in Iron man, dura competizione che prevede prove lunghe di ciclismo, corsa e nuoto, la forma più impegnativa del Triathlon). De Luca normalmente corre i 5000 metri, ma, confida, “a Pescara ho gareggiato nei 100 metri e nella staffetta, e per gioco ho lanciato il vortex. L’ho fatto per divertirmi”. Per chi non lo sapesse, il vortex è un attrezzo da lancio, la cui pratica è considerata propedeutica alla specialità olimpica del lancio (0 tiro) del giavellotto.

Infine, un paio di citazioni De Luca le vuole riservare alla diabetologa Giuliana La Penna che “ci ha sempre seguito, incoraggiato e accompagnato” e ad Antonina Fabiani, segretaria della manifestazione, senza il cui fondamentale contributo “l’evento non sarebbe stato possibile”.

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