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Depressione e diabete: l’esercizio fisico ci dà una grossa mano

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Depressione e diabete sono spesso associati, perché non è facile, psicologicamente, portarsi dietro tutti i giorni il peso di una patologia cronica che non ti abbandonerà. Ma reagire si può, gestendo bene la propria condizione con la terapia giusta, i regolari controlli e il corretto stile di vita. Un ruolo positivo contro la depressione causata dal diabete lo può avere l’attività fisica regolare, associata eventualmente alla psicoterapia.

Uno studio statunitense ha mostrato che l’esercizio fisico costante e regolare, associato alla psicoterapia, ma anche da solo, e naturalmente aggiunto alla abituale terapia farmacologica e alla dieta corretta, contrasta efficacemente la depressione legata al diabete.

Un recente studio statunitense, presentato al Congresso della American diabetes association (le Scientific sessions, settantasettesima edizione) a San Diego, in California, ha mostrato che un effetto positivo importante contro la depressione hanno l’esercizio fisico e la psicoterapia cognitivo- comportamentale, meglio ancora se combinati insieme, e naturalmente uniti alla terapia diabetologica specifica. In particolare, si è rilevata l’azione benefica dell’attività fisica anche quando non accompagnata da una specifica terapia psicologica cognitivo-comportamentale. Gli effetti positivi nell’affrontare il problema depressione e diabete che sono stati notati sono duplici: migliorano sia lo stato d’animo del paziente, sia il suo equilibrio glicemico.

Lo studio di cui stiamo parlando si chiama “Program Active II: A Comparative Effectiveness Trial to Treat Major Depression in T2DM” (autori Mary De Groot, Guy Hornsby, Chandan Saha, Ziyi Yang, Yegan Pillay, Karen Fitzpatrick, Kieren J. Mather, Jay Shubrook – Indianapolis Indiana, Morgantown West Virginia, Athens Ohio, Vallejo California) e ha svolto un’analisi comparativa tra gli effetti dei diversi modi di trattare la depressione severa in persone con diabete di tipo 2. Chi conosce l’inglese può approfondire l’argomento qui 

La depressione e l’ansia legata al diabete sono molto diffuse tra i pazienti e influiscono negativamente sulla qualità della vita e sulla buona gestione della patologia.

La depressione, nelle persone con diabete, non è affatto un fenomeno raro e ha conseguenze negative sulla gestione della patologia. L’indagine internazionale di lungo periodo Dawn (Diabetes attitudes, wishes and needs), condotta in 13 Stati, tra cui l’Italia, e dedicata alle problematiche psicologiche e sociali di chi ha il diabete, fornisce alcuni dati interessanti sul nesso depressione e diabete. È emerso infatti che la depressione e l’ansia (distress) legata alla patologia diabetica e alla sua gestione sono significative: in Italia, in particolare, il 48% del campione di popolazione con diabete interpellato ha denunciato un impatto negativo del diabete dal punto di vista psicologico; il 14% mostrava sintomi di probabile depressione e il 51% soffriva di distress da diabete.

Secondo la prima firmataria della ricerca americana, Mary De Groot, professoressa associata presso la Indiana University School of Medicine, Indianapolis, un diabetico su quattro almeno una volta nella vita ha avuto una diagnosi di depressione e questa condizione si riflette negativamente in un peggiore controllo glicemico, nello sviluppo di più gravi complicanze, nella minore osservanza della terapia e della dieta rispetto ai pazienti non depressi (cfr. in proposito l’articolo di Norra MacReady sul sito medscape.com)

Nello studio americano le persone con diabete di tipo 2 trattate con esercizio fisico regolare e/o psicoterapia hanno visto regredire i sintomi della depressione. Chi praticava attività fisica vedeva migliorare anche i livelli di emoglobina glicata.

Lo studio di De Groot e colleghi ha quindi voluto misurare quanto possano giovare interventi aggiuntivi come l’attività fisica regolare e la terapia psicologica mirata.

Sono stati così seguiti per alcuni mesi da specialisti 170 adulti con diabete di tipo 2 e forme serie di depressione, dividendoli in quattro gruppi, ai quali è stato assegnato uno specifico differente trattamento: al primo gruppo terapia cognitivo-comportamentale; al secondo esercizio fisico; al terzo psicoterapia associata ad attività fisica; al quarto, gruppo di controllo, l’abituale cura medica senza ulteriori interventi. Gli autori hanno notato che i primi tre gruppi, dove si è praticato un trattamento basato su colloqui psicologici e/o attività fisica, hanno mostrato riduzione dei sintomi della depressione, diminuzione dei pensieri negativi, miglioramento della qualità di vita dal punto di vista fisico, minore ansia nei riguardi del proprio diabete. Aumentano da cinque a sei volte anche le probabilità di completa remissione dello stato depressivo rispetto a chi non si sottopone a psicoterapia o non pratica attività fisica.

Risultati positivi si riscontrano anche nei valori di emoglobina glicata. Per coloro che avevano livelli maggiori o uguali alla soglia del 7%, la pratica dell’esercizio fisico produce un miglioramento dello 0,7% (che gli autori definiscono “clinicamente significativo”) rispetto sia a chi seguiva soltanto la terapia abituale sia a chi associava a questa un intervento psicoterapeutico, ma non faceva movimento.

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