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Il diabete di tipo 1: identikit

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  • Che cos’è

Il diabete di tipo 1 è una patologia cronica caratterizzata dall’assenza o insufficienza di insulina, l’ormone prodotto dal pancreas che permette l’utilizzo del glucosio -introdotto nel nostro corpo con il cibo- come fonte di energia per muscoli e tessuti. Se il glucosio non è assorbito e si accumula nel sangue (iperglicemia) non soltanto ci priva dell’energia di cui abbiamo bisogno, ma causa anche danni a tutti i principali organi. Quando le cellule del pancreas (insule di Langerhans) non producono insulina (o in minime quantità) si parla di diabete di tipo 1, o insulinodipendente, perché l’ormone deve necessariamente essere immesso nell’organismo dall’esterno (fino a oggi tramite iniezioni o infusione) altrimenti la patologia diventa mortale. Nel diabete di tipo 2, invece, vi è produzione di insulina, sia pure in misura inadeguata, e generalmente non è necessaria una terapia insulinica.

Non è stata ancora trovata una cura definitiva per il diabete, e per il tipo 1 non è possibile prevenirne l’insorgenza, ma l’efficacia dei trattamenti oggi disponibili consente a chi ne è affetto di governare bene la patologia, evitarne le complicanze e condurre una vita normale, sia pure nel rispetto di alcune norme e precauzioni fondamentali. È pertanto essenziale che il paziente impari, con l’aiuto del team diabetologico e del medico di famiglia, ad autogestirsi quotidianamente.

  • Quali sono le cause

Il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune, nel senso che il sistema di difesa dell’organismo -per ragioni che la scienza non è ancora riuscita a chiarire- attacca sé stesso, distruggendo le proprie cellule pancreatiche come se fossero un corpo estraneo. Può colpire persone di tutte le età, ma solitamente si manifesta in età giovanile (il più delle volte fra i 3 e i 10 anni). Chi ha in famiglia un parente con diabete ha maggiori possibilità di sviluppare la patologia. Circa un diabetico su dieci è di tipo 1.

  • I sintomi tipici

Non è difficile riconoscere l’insorgenza di un diabete di tipo 1, perché la sintomatologia è piuttosto aggressiva e si manifesta all’improvviso: frequente bisogno di urinare, sete insistente e continua, stanchezza anomala, mancanza di energie, rapida perdita di peso, lenta rimarginazione delle ferite, infezioni ricorrenti, appannamento della vista.

  • La diagnosi

L’esame per determinare la presenza di diabete è la misurazione, tramite prelievo, dei valori di glucosio nel sangue (glicemia): è considerato normale un valore di 110 mg/dl, i valori compresi fra 110 e 125 definiscono la condizione di alterata glicemia a digiuno. Con una concentrazione uguale o superiore a 126 mg/dl, si deve formulare diagnosi di diabete. Il diabete è accertato anche con un valore pari a 200 mg/dl, rilevato in qualunque momento della giornata o due ore dopo un carico di glucosio.

  • Le complicanze d’organo

Se la glicemia non è tenuta sotto controllo, si ha un eccesso di glucosio nel sangue, definito iperglicemia. Questa situazione, con il tempo, può mettere a rischio i nostri organi, danneggiando la circolazione del sangue e il cuore, gli occhi (retinopatia), i reni (nefropatia), il sistema nervoso (neuropatia). Sono le cosiddette complicanze del diabete, che possono avere conseguenze molto gravi. Viceversa, prevenirle con un sistematico autocontrollo e una corretta terapia consente al diabetico di avere una buona qualità di vita.

  • Cura e terapia

La terapia, per un diabetico di tipo 1, si fonda anzitutto sull’assunzione quotidiana di insulina (da 2 a 4 iniezioni al giorno), in dosi tale da mantenere la glicemia il più possibile vicina alla norma, evitando sia che salga eccessivamente, sia che scenda troppo (in questo caso si parla di crisi ipoglicemica). Per ottenere questo risultato è indispensabile che il paziente controlli tutti i giorni, più volte al giorno, il suo livello di glicemia con il prelievo di una semplice goccia di sangue: un’operazione molto facile per tutti, grazie alla comodità, rapidità e precisione degli strumenti oggi disponibili. L’autocontrollo permette di capire se la terapia in corso è efficace o se deve essere rimodulata, cosa che il paziente stesso può imparare a fare personalmente, sulla base delle indicazioni del diabetologo.

Le iniezioni devono essere accompagnate da stili di vita sani: una dieta equilibrata che limiti l’assunzione di zuccheri e una regolare attività fisica, che ha effetti benefici sul livello della glicemia  (e anche psicologici).

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