La consulenza del farmacista può aiutare a ridurre i rischi di ipoglicemia nele persone con diabete. Lo attesta un recente studio pubblicato quest’anno sul Journal of the American pharmacists association (“Hypoglycemia: A closer look at a community pharmacist’s impact in optimizing diabetes care”, autori Urvinder Kaur, Matthew Machado, Amee Mistry).

Uno studio americano mostra che la consulenza educazionale del farmacista alle persone con diabete contribuisce a ridurre i rischi di ipoglicemia, aiutando i pazienti a prevenire la crisi o a riconoscerla e contrastarla tempestivamente.

Gli autori ricordano che l’ipoglicemia è una delle più pericolose complicanze acute del diabete e che, se non prevenuta e contrastata, può avere gravi conseguenze sulle persone diabetiche. Lo studio ha inteso verificare quanto possa giovare un intervento educativo da parte del farmacista di comunità (adeguatamente preparato) nell’aiutare le persone a riconoscere segnali e sintomi della crisi ipoglicemica, a gestirla quando si presenta e a seguire i corretti comportamenti per prevenirla.

L’indagine si è svolta attraverso questionari rivolti a un campione di popolazione  di pazienti con diabete di tipo 1 e 2 del Massachusetts, di classe media e medio-bassa, non adeguatamente seguiti dal medico e con alto rischio di crisi ipoglicemiche e ha valutato come cambiava il grado di consapevolezza delle persone dopo la consulenza educativa fornita dal farmacista.

Dopo avere ricevuto le corrette informazioni dal farmacista, i pazienti partecipanti allo studio hanno dimostrato una maggiore consapevolezza del problema dell’ipoglicemia e del modo di afffrontarla.

È risultata significativamente migliorata la conoscenza del rischio di ipoglicemia e dell’utilità del glucagone come mezzo per affrontare le crisi gravi. Sia dal punto di vista della consapevolezza sia da quello della effettiva pratica del trattamento, si è notato un miglioramento di 6,4 punti su un massimo di 9 previsto dalla formulazione del questionario.

Risultati analogamente positivi si sono registrati anche per quanto riguarda le vaccinazioni (particolarmente raccomandate per le persone con diabete) dopo l’informazione data dal farmacista. E la popolazione dei pazienti interpellati ha dimostrato soddisfazione per il supporto educativo ricevuto.

Gli autori concludono che lo studio suggerisce che il farmacista di comunità può fornire una efficace educazione sul riconoscimento dei segnali e dei sintomi e sul corretto trattamento dell’ipoglicemia a pazienti ad alto rischio di crisi ipoglicemiche. Questa è una opportunità per promuovere l’uso del glucagone da parte di persone che incorrono spesso in episodi di ipoglicemia.

Il farmacista si è dimostrato capace di individuare le carenze nei trattamenti seguiti da pazienti diabetici e di dare utili consigli e informazioni.

Secondo lo studio, quindi, il farmacista si trova in una posizione ideale per fornire una valida informazione educativa sul diabete e per collaborare con il paziente e con gli altri operatori sanitari per giocare un ruolo importante nella ottimizzazione del trattamento della patologia. (SV)

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