Per le persone con obesità e diabete di tipo 2, la sfida non riguarda soltanto la perdita di peso, ma anche il controllo delle complicanze metaboliche e la sostenibilità delle cure nel tempo. In questo scenario, mentre crescono l’utilizzo e l’interesse per i farmaci agonisti del recettore GLP-1, una nuova analisi statunitense riapre il confronto con la chirurgia bariatrica, mostrando come nel lungo periodo gli interventi metabolici possano risultare economicamente più vantaggiosi. Lo studio è stato presentato al congresso annuale dell’American Society for Metabolic and Bariatric Surgery (#ASMBS2026) e ha analizzato i dati di oltre 90mila pazienti con obesità e diabete di tipo 2 trattati tra il 2017 e il 2023.

IL CONFRONTO TRA FARMACI GLP-1 E CHIRURGIA

I ricercatori della Mayo Clinic in Florida e del Baylor College of Medicine in Texas hanno utilizzato il database assicurativo STATinMED RWD Insights per confrontare i costi complessivi della terapia con farmaci GLP-1 e quelli della chirurgia metabolica e bariatrica. Nel dettaglio, sono stati confrontati 4.931 pazienti trattati con farmaci GLP-1 con un numero equivalente di pazienti sottoposti a sleeve gastrectomy, mentre un secondo gruppo di 4.272 persone trattate farmacologicamente è stato comparato con altrettanti pazienti sottoposti a bypass gastrico. Dopo due anni, i costi complessivi del trattamento con GLP-1 sono risultati superiori di circa 17mila dollari rispetto alla sleeve gastrectomy — 58.600 dollari contro 41.400 — e di 7.200 dollari rispetto al bypass gastrico — 58.600 dollari contro 51.300 dollari. Nell’analisi sono stati considerati non solo i costi diretti delle cure, ma anche quelli legati alle complicanze dell’obesità e del diabete non risolte nel tempo.

DIABETE DI TIPO 2 E GESTIONE A LUNGO TERMINE

Il focus dello studio riguarda soprattutto la gestione cronica del diabete di tipo 2 associato all’obesità severa. La chirurgia metabolica, infatti, oltre a favorire il calo ponderale, è considerata uno degli strumenti più efficaci per migliorare il compenso glicemico e ridurre il peso delle complicanze cardiovascolari e metaboliche. “Con la diffusione sempre più ampia dei farmaci GLP-1, comprendere il loro impatto economico nel lungo periodo rispetto alla chirurgia metabolica e bariatrica diventa sempre più importante – ha spiegato Michael A. Edwards, autore principale dello studio e chirurgo bariatrico presso il Dipartimento di Chirurgia Generale della Mayo Clinic di Jacksonville -. L’idea che i farmaci siano più convenienti per i loro costi iniziali inferiori non regge nel tempo, soprattutto se si considerano durata degli effetti, aderenza terapeutica e struttura dei rimborsi”. Secondo Edwards, nella valutazione delle diverse strategie terapeutiche è necessario considerare non soltanto il costo iniziale, ma anche sicurezza, efficacia, qualità della vita e sostenibilità nel tempo.

CHIRURGIA METABOLICA E BENEFICI SULLE COMPLICANZE

Bypass gastrico e sleeve gastrectomy vengono oggi considerati tra i trattamenti più efficaci e duraturi per l’obesità severa e le malattie associate, incluso il diabete di tipo 2. Gli interventi possono infatti migliorare o favorire la remissione di diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, con effetti che tendono a mantenersi negli anni. “L’obesità è una malattia cronica e le decisioni terapeutiche devono tenere conto degli esiti a lungo termine, della sostenibilità economica e della continuità delle cure – ha sottolineato Richard M. Peterson, presidente dell’American Society for Metabolic and Bariatric Surgery e professore di Chirurgia alla UT Health San Antonio -. In questa ricerca, il trattamento più duraturo ed efficace dal punto di vista clinico – la chirurgia metabolica e bariatrica – è risultato anche il più conveniente”.

FARMACI E CHIRURGIA: NON UNA SFIDA MA UN PERCORSO PERSONALIZZATO

La crescita dell’utilizzo dei farmaci GLP-1, come semaglutide e molecole analoghe, sta cambiando profondamente l’approccio terapeutico all’obesità e al diabete. Tuttavia, sottolineano gli esperti, la scelta del trattamento deve restare personalizzata e costruita sul profilo clinico della persona. Lo studio non mette in discussione l’efficacia dei farmaci, ma richiama l’attenzione sulla necessità di valutare la gestione dell’obesità e del diabete come un percorso di lungo periodo, in cui sostenibilità economica, aderenza terapeutica e continuità assistenziale diventano elementi centrali tanto quanto il controllo del peso e della glicemia.

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