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Diabete e internet: un rapporto sempre più stretto

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La relazione tra diabete e internet si sta sempre più rafforzando: un numero crescente di persone con diabete cerca informazioni e notizie in rete e il processo non subisce rallentamenti. L’indagine “Diabetes Web Observatory 2017” ha studiato lo sviluppo e le caratteristiche di questa tendenza, che ogni anno si accentua, nel contesto di un crescente interesse generale per i temi della salute. Il diabete risulta essere una delle tematiche sanitarie più ricercate sul web, insieme con vaccini, tumori e Alzheimer.

L’inchiesta, giunta ora alla quarta edizione, è promossa dall’Health Web Observatory, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Medicina dei servizi dell’Università di Roma Tor Vergata, Ibdo (Italian Barometer Diabetes Observatory) Foundation e Medi-Pragma (autori del lavoro: Alfonso Bellia, Università Tor Vergata; Lucio Corsaro, direttore generale di Medi-Pragma; Carlo Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale; Simona Frontoni, Università Tor Vergata e presidente del comitato scientifico di Ibdo FoundationKetty Vaccaro, presidente dell’Health Web Observatory e responsabile Salute e Welfare del Censis).

I medici rivelano che il 66% dei pazienti con diabete durante la visita chiede di parlare di informazioni e notizie trovate su internet: un fenomeno in continua crescita.

I medici sono tra i primi ad accorgersi del fenomeno: il campione sondato da Medi-Pragma (450 professionisti) rivela che, durante la visita, nel 66% dei casi -a volte il 44%, o spesso, un non marginale 22%- il paziente diabetico desidera parlare con il medico di informazioni, notizie, opinioni trovate on line. E, secondo i dati registrati negli ultimi tre anni, questo orientamento tende a crescere progressivamente nel tempo, con un aumento circa del 50% negli ultimi due anni (tra 2015 e 2017).

Per il 70% dei medici la ricerca di informazioni sul diabete in rete fatta dal paziente è utile se avviene sotto la guida del dottore.

Il rapporto ha quindi sondato la reazione dei medici verso questo atteggiamento di molti pazienti, che ci si potrebbe aspettare negativa o dubbiosa, data la quantità di materiale che circola sul web, dove si mescola buona e cattiva informazione. In realtà, non è così: i medici non bocciano la ricerca in rete di informazioni sul diabete da parte del paziente e ritengono utile il confronto e la discussione. Ma la cosa importante -lo ritiene la grande maggioranza, il 70% dei professionisti interpellati- è che la ricerca autonoma di informazioni avvenga sotto la guida medica: soltanto in quel caso ritengono che sia utile. Resta un 20% di medici contrari, che invece pensano che sia inutile e possa creare solo confusione. Un 10% è ottimista e ritiene positivo questo rapporto tra diabete e internet e questa abitudine utile per migliorare le condizioni di vita del paziente.

Gli italiani che più cercano materiale, risposte e consigli sul diabete su Google risultano essere in Calabria; seguono Sardegna, Puglia e Lazio.

Le tematiche più cercate su internet sono il diabete e i suoi sintomi, l’alimentazione, le terapie disponibili.

Che cosa cercano soprattutto le persone con diabete in rete? Analizzando i movimenti sul motore di ricerca principale, Google, il rapporto rileva che prevalgono le ricerche su diabete e suoi sintomi, ma molto frequenti sono anche quelle sull’alimentazione, sulle terapie, sulle opinioni alternative.

È interessante notare come aumentino le ricerche e le discussioni sul tema diabete durante la settimana dello World Diabetes Day (Giornata mondiale del diabete), che dimostra di essere un evento con importante capacità di coinvolgimento: infatti, nel 2017, si è registrato un aumento di menzioni sui social di parole chiave legate al diabete del 140% rispetto ai sette giorni precedenti.

Quali sono le fonti dell’internauta interessato al diabete? Nel 51% dei casi l’insieme delle cosiddette “web resource” e cioè: i siti di informazione (in netta prevalenza, con l’88%), la stampa specializzata (9%, un ambito nel quale si colloca, ed è citato nella ricerca tra le fonti consultate, tuttodiabete.it), forum/blog (1%), siti istituzionali (1%), siti di associazioni e aziende (1%). “Il restante 49% delle menzioni -fa notare il rapporto- sono state, invece, riscontrate sui social media, da cui si evince il ruolo giocato dalla popolazione (utenti social) nel divulgare e condividere le informazioni rispetto al web”.  E qui prevale leggermente Twitter (17%) su Facebook (15%) e Instagram (13%); più distante Youtube (4%).  Da rilevare la rapida crescita dell’utilizzo di app come mezzo per raccogliere informazioni sul diabete.

Il rapporto rileva alcuni dati interessanti sugli orientamenti del “popolo del diabete” che frequenta internet. Meritano di essere riportate qui le argomentazioni conclusive del Diabetes Web Report: “L’interesse per i contenuti scritti dalle altre persone con diabete aumenta rispetto a quello per le informazioni riportate nei siti “più tradizionali”; questo dato testimonia una forte appartenenza alla community di riferimento. Un ruolo centrale viene svolto da chi lancia le informazioni, ovvero dalle testate online (newspaper, magazine, online news), le cui notizie vengono prontamente discusse sui blog, ritwittate, postate su Facebook. I temi affrontati e discussi sui social media prescindono dalla patologia in sé o dai problemi a essa correlati ma sono spesso legati strettamente alla realtà, alla cronaca, ai fatti di tutti i giorni, al vissuto della persona che deve convivere con il diabete. Nella realtà dei social network osservati, si rileva che non esistono “verità di fatto”, oggettive, ma verità assunte come tali in base ai valori e credenze dei gruppi di social network a cui si appartiene”.

Questa tendenza porta con sé anche qualche rischio. Continua infatti il Report: “Ma ciò che è più rilevante notare è che è ormai accertato che le persone vanno su internet e utilizzano i social network per trovare informazioni che avvalorano le loro convinzioni: è il fenomeno del “confirmation bias”. La naturale conseguenza di questo fenomeno sono coloro che vengono definiti “haters”. Chi naviga sul web e frequenta i social network si sarà imbattuto più di una volta nei cosiddetti “haters”: questi utenti instillano nella rete la disinformazione congenita, le cosiddette fake news. Ciò è possibile proprio grazie alla esponenziale mole di dati e informazioni che vengono generati dalla rete, che rende quasi impossibile verificare l’esattezza e correttezza di tutto ciò che viene detto e fatto online”.

Di qui la necessità di monitorare costantemente l’informazione veicolata su internet per distinguere quella corretta da quella che non lo è (come si propone di contribuire a fare un soggetto specializzato quale l’Health Web Observatory). In modo da poter trarre reale beneficio da uno strumento di consultazione ormai imprescindibile com’è ormai diventato internet (Il Diabetes Web Report, sintesi del “Diabetes Web Observatory” è pubblicata su Diabetes Monitor – Dicembre 2017 – n. 7).

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