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Il diabete nel cane e nel gatto: occhio ai sintomi

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Il diabete colpisce anche gli animali, non soltanto gli esseri umani e ha caratteristiche molto simili a quelle che riguardano noi. Può essere curato e gestito, proprio come il diabete umano: l’importante è saperne cogliere tempestivamente i sintomi nel nostro cane e nel nostro gatto, compito che tocca tutto a noi, dato che loro non possono parlare. Abituiamoci dunque a tenerli d’occhio, imparando a individuare i segni di un possibile diabete.

Alla diagnosi precoce di un diabete nel cane e nel gatto si può infatti arrivare facendo attenzione ai tanti segnali che possiamo vedere nel nostro animale domestico: sete intensa e costante; anomala frequenza e quantità di urinazione; perdita di peso nonostante l’appetito aumenti; sonnolenza e scarsa vitalità; diradamento del pelo, che tende a farsi anche più scuro; nel gatto si evidenzia inoltre un sintomo specifico: il micio smette di praticare un comportamento che contraddistingue in modo particolare la sua specie, cioè l’abitudine di pulirsi da solo.

Il diabete nel cane e nel gatto non è affatto raro, ma, dato che se ne parla poco e i proprietari spesso non sono al corrente dell’eventualità che questa patologia insorga, il rischio è che sia scoperto e diagnosticato tardi, con conseguenze gravi per la salute dell’animale. Tra le complicanze più frequenti di un diabete scoperto in fase avanzata e non controllato, si segnalano danni alla vista, come la cataratta nel cane, e problemi neuropatici, come quelli che causano debolezza degli arti posteriori nel gatto.

Per questo è importante che chi ha un animale domestico sia informato e sia capace di individuare i sintomi al più presto: una diagnosi e un intervento terapeutico tempestivi permettono infatti di assicurare al nostro amico diabetico una qualità di vita pressoché normale, con una aspettativa di sopravvivenza comparabile a quella dei cani e gatti non diabetici.

Melosi (Associazione nazionale medici veterinari italiani): “Di solito ad ammalarsi sono gli animali adulti e anziani, spesso in sovrappeso, anche a causa di una sterilizzazione. Il cane è colpito quasi esclusivamente dal diabete di tipo 1, quello di tipo genetico, e le femmine affette risultano essere il doppio rispetto ai maschi. Nel gatto, affetto prevalentemente dal diabete di tipo 2, invece risultano più colpiti i gatti castrati; a differenza del cane, in quest’ultima specie il legame tra obesità e comparsa della malattia è stato chiaramente dimostrato”.

Si stima che il diabete veterinario colpisca una platea di soggetti oscillante tra l’1% e 1 su 500, ma mancano dati precisi: secondo alcuni osservatori, la diffusione della patologia potrebbe essere anche maggiore.

Sintetizza così il presidente dell’Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani):  Marco Melosi: “Di solito ad ammalarsi sono gli animali adulti e anziani, spesso in sovrappeso, anche a causa di una sterilizzazione. Il cane è colpito quasi esclusivamente dal diabete di tipo 1, quello di tipo genetico, e le femmine affette risultano essere il doppio rispetto ai maschi. Anche alcune razze sono più a rischio: Setter Inglese, Yorkshire Terrier, Samoiedo, Terrier, Schnauzer Nano, Beagle, Barbone, Dobermann Pinscher, Golden Retriever e Labrador. Nel gatto, affetto prevalentemente dal diabete di tipo 2, invece risultano più colpiti i gatti castrati; a differenza del cane, in quest’ultima specie il legame tra obesità e comparsa della malattia è stato chiaramente dimostrato”.

Se il proprietario di un cane o di un gatto rileva sintomi sospetti, come quelli che abbiamo indicato sopra, deve quindi affrettarsi a portarlo dal veterinario, che verificherà, attraverso l’analisi del glucosio nell’urina (glicosuria) e nel sangue (glicemia), se si tratti di diabete e se sia necessario avviare la terapia insulinica e tutte le cure del caso.

Per promuovere la prevenzione e la diagnosi precoce del diabete nel cane e nel gatto, nel prossimo novembre (il mese dello World diabetes day) si svolgerà la campagna “Mese del diabete del cane e del gatto”, realizzata da Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani) e Diabete Italia, con il contributo non condizionante di Msd Animal Health.

Nel corso del mese si svolgeranno iniziative di sensibilizzazione presso gli ambulatori veterinari aderenti; si terranno incontri informativi sulla patologia rivolti ai proprietari di animali domestici; saranno coinvolte anche le farmacie (“petferenziali”), che metteranno a disposizione materiale informativo e kit per il test gratuito di screening del glucosio nelle urine.

Del tema abbiamo parlato anche qui.

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