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Il vaccino antinfluenzale nel diabete di tipo 2 riduce i ricoveri

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Somministrare il vaccino antinfluenzale nel diabete di tipo 2 contribuisce a diminuire i ricoveri ospedalieri per ictus, scompenso cardiaco, polmonite-influenza delle persone diabetiche. È questo il principale risultato di un recente studio, pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, condotto da un team di ricercatori dell’Imperial College di Londra (prima firmataria la dottoressa Eszter P. Vamos), che porta un ulteriore elemento a favore della buona abitudine di vaccinarsi contro l’influenza.

Lo studio intendeva valutare l’efficacia del vaccino antinfluenzale nel diabete di tipo 2 dal punto di vista della prevenzione dei ricoveri in ospedale per problematiche cardiovascolari e respiratorie acute e da quello delle morti per tutte le cause in persone con diabete di tipo 2. L’indagine, che ha esaminato circa 125mila (124.503) adulti inglesi con diabete di tipo 2, osservati lungo un periodo di sette anni (tra 2003-2004 e 2009-2010), ha mostrato un’associazione tra l’assunzione del vaccino contro l’influenza e la riduzione del tasso di ricoveri ospedalieri per specifici eventi cardiovascolari.

Lo studio dei ricercatori inglesi ha osservato una riduzione significativa del tasso di ricovero per ictus, scompenso cardiaco, polmonite e influenza e un minor tasso di mortalità nei diabetici di tipo 2 vaccinati contro l’influenza rispetto ai non vaccinati.

Più in particolare, lo studio ha registrato un significativo minor tasso di ricoveri per ictus (-30%), scompenso cardiaco (-22%), polmonite o influenza (-15%) e un più basso tasso di decessi per tutte le cause (-24%) nelle persone con diabete di tipo 2 vaccinate contro l’influenza rispetto a quelle non vaccinate. Soltanto sui casi di infarto acuto del miocardio la differenza non è risultata rilevante.

Secondo i ricercatori, questo risultato suggerisce di rafforzare l’utilizzo del vaccino in persone con diabete di tipo 2 come parte di un generale piano di prevenzione secondaria in questo gruppo di popolazione ad alto rischio. La dottoressa Vamos commenta infatti che “la maggior parte dei decessi provocati dall’influenza ogni anno si verificano in persone con condizioni di salute preesistenti, come il diabete di tipo 2. Questo studio suggerisce che il vaccino può avere sostanziali benefici”. Per approfondire i contenuti dello studio “Effectiveness of the influenza vaccine in preventing admission to hospital and death in people with type 2 diabetes”, potete leggere qui e qui.

In Italia nel 2014 il 20% delle persone con diabete ha avuto bisogno di almeno un ricovero contro il 13% della popolazione non diabetica. Chi ha il diabete è ricoverato più spesso, ha degenza media più lunga e comporta costi maggiori.

Lo studio inglese sull’efficacia del vaccino antinfluenzale nel diabete di tipo 2 nel ridurre il ricorso all’ospedale pone un tema molto interessante anche per l’Italia (dove la vaccinazione contro l’influenza è gratuita per over 65, donne incinte e persone con patologie croniche, come appunto il diabete di tipo 2). Infatti, secondo i dati del rapporto Arno, nelle persone con diabete la frequenza dei ricoveri in ospedale è molto più alta rispetto alle persone non diabetiche. Le cifre relative all’anno 2014 mostrano che circa il 20% delle persone con diabete ha avuto almeno un ricovero ( in ospedale o in day hospital) contro il 13% di pazienti non diabetici.

Rispetto a chi non ha il diabete, i diabetici hanno un tasso di ricovero ordinario decisamente maggiore: su mille persone 343 contro 212. Non sono soltanto più numerosi i ricoveri, ma è anche più lungo il tempo di permanenza in ospedale: in media, circa un giorno di più per chi ha il diabete, con una spesa media per anno del 66% in più. Di questi temi abbiamo parlato anche qui.

Le ragioni che portano una persona con diabete alla necessità di ricovero vedono al primo posto le malattie cardiovascolari, a cominciare dallo scompenso cardiaco, che costituisce l’8% delle cause di ricovero. Il 6% dei ricoveri è dovuto a insufficienza respiratoria. Complessivamente, le malattie cardiovascolari rappresentano circa il 25% delle cause di ricovero.

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