Il presidente della Fand Egidio Archero è morto qualche giorno fa. Non è stato il diabete a portarselo via, ma un imprevedibile e sciagurato incidente stradale a Roma: investito da un’auto mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali. La disgrazia ha suscitato commozione e incredulità in tutte le persone che lo avevano conosciuto. Se ne è andato un uomo molto apprezzato e benvoluto. Di lui si diceva spesso: “è una gran brava persona”, “è uno che crede veramente in quello che fa”. Alcuni dei migliori complimenti che si possano fare a qualcuno, specialmente di questi tempi.

Egidio Archero aveva 62 anni, era di Olcenengo (Vercelli), e conviveva con il diabete da 50 anni. Sposato con la signora Nicoletta, con una figlia, Francesca, di 24 anni. Fino al 2010 aveva insegnato lettere in un istituto tecnico vercellese. Attivo anche in politica: è stato sindaco e vicesindaco a Olcenengo, ha ricoperto incarichi amministrativi nel Consorzio comunale, è stato eletto con il Partito democratico nel 2009 al Consiglio comunale di Vercelli.

Dal 2012 era presidente della Fand, successore di Vera Buondonno, vedova del fondatore dell’associazione Roberto Lombardi, scomparsa nel 2013. La sua militanza nel volontariato comincia già alla metà degli anni Ottanta.

Il suo lavoro alla guida della Fand aveva rafforzato la posizione dell’associazione, che ha aumentato le organizzazioni locali affiliate sino al numero di 117. Archero aveva poi ricondotto la Fand nell’ambito di Diabete Italia, al punto che lui stesso era stato nominato vicepresidente del consorzio che riunisce le società scientifiche e professionali dei diabetologi e degli operatori sanitari e le organizzazioni di volontariato dell’universo diabete.
Archero stava proseguendo con grande impegno lo storico compito della Fand in favore dei diritti e della garanzia delle migliori cure per le persone con diabete: se ne era parlato proprio qui su tuttodiabete.it, in occasione della recente Giornata nazionale del diabete del 4 ottobre.

“L’associazionismo fa diabetologia sociale e lavora per creare una cultura del diabete”

Egidio Archero rivendicava con orgoglio l’importanza del ruolo dell’associazionismo, che da oltre trent’anni fa “diabetologia sociale” e si adopera per creare una cultura del diabete. E si batteva contro le politiche sanitarie dei tagli lineari, così minacciose in questo periodo, convinto com’era che una diabetologia sostenibile ed efficace fosse possibile, puntando anzitutto su una maggiore collaborazione tra ospedale e territorio.

Molti i commenti addolorati che hanno accolto la notizia del tragico evento. Ne riportiamo alcuni.

• Albino Bottazzo, attuale reggente della Fand: “Egidio Archero era un amico, prima che un collega e soprattutto un uomo gentile e un gentiluomo. La sua improvvisa scomparsa non può che sottolineare quanto la vita sia imprevedibile”,

•Enzo Bonora, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid): “”Egidio era una persona per bene e molto dedita alla causa delle persone con diabete. Onesto, leale, saggio ed equilibrato, preparato e signorilmente battagliero. Ci mancherà moltissimo”.

• Nicoletta Musacchio, presidente di Amd (Associazione medici diabetologi): “Sono rimasta profondamente colpita dall’improvvisa scomparsa di Egidio Archero: un amico, una persona trasparente, un collega nella quotidiana attività volta a far conoscere e capire che cosa il diabete rappresenti e le sfide che questa malattia pone ai malati, ai medici, alla società. Desidero esprimere alla moglie e alla figlia di Archero, a nome mio personale e di tutti i soci di Associazione medici diabetologi, le più sentite condoglianze per una perdita che lascerà un vuoto nel mondo del diabete”.

• Tonino Aceti e Maria Teresa Bressi (Cittadinanzattiva): “Egidio era una persona meravigliosa, disponibile e gentile. Inutile ricordare l’enorme contributo fornito alle persone affette da diabete per cui lo ringraziamo e lo ricorderemo sempre. Grazie Egidio, non ti dimenticheremo!!”