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Nuovo ministro della Salute: cambierà qualcosa per chi ha il diabete?

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Roberto-Speranza

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Roberto Speranza è il nuovo ministro della Salute nel Governo Conte-bis, appena insediatosi a Palazzo Chigi: cambierà qualcosa per chi ha il diabete? Nell’augurargli buon lavoro, l’Associazione medici diabetologi auspica di sì, e si dichiara pronta a collaborare “per migliorare la presa in carico delle persone con diabete e garantire un’assistenza più equa in tutto il Paese”.

Proprio recentemente due rapporti nazionali, uno di Cittadinanzattiva e uno della Sid (Società italiana di diabetologia), dedicati all’assistenza alle persone con diabete e all’accesso ai farmaci sul territorio nazionale hanno messo in evidenza numerose lacune e diseguaglianze che andrebbero certamente superate (per esempio, il fatto che non in tutte le regioni italiane le persone con diabete siano esentate dal pagamento di ticket). Potete leggere i resoconti di queste indagini sul nostro sito qui e qui.

Mannino (Amd) al nuovo ministro della Salute: “Siamo disponibili e aperti al dialogo con il ministro Speranza, nel comune obiettivo di poter garantire a tutte le persone con diabete le prestazioni migliori e un’assistenza più equa, sull’intero territorio nazionale”.

Il presidente di Amd Domenico Mannino si augura quindi “che possa proseguire il proficuo dialogo instauratosi tra il dicastero della Salute e le società scientifiche, per la definizione di politiche sanitarie atte al miglioramento della presa in carico dei pazienti cronici”.

“Il diabete -ricorda il presidente della Associazione medici diabetologi- colpisce 4 milioni di italiani e rappresenta un’emergenza sociosanitaria in continua crescita, che necessita di costante attenzione da parte del governo e delle istituzioni. Come Amd, riteniamo sia fondamentale lavorare insieme per promuovere un’assistenza diabetologica in grado di conciliare razionalizzazione della spesa e diritto dei pazienti a ricevere i presidi e i farmaci più appropriati per ciascuno, rendendo più omogenei i processi di cura”.

“Siamo dunque disponibili e aperti al dialogo con il ministro Speranza, nel comune obiettivo di poter garantire a tutte le persone con diabete le prestazioni migliori e un’assistenza più equa, sull’intero territorio nazionale”, conclude Mannino.

Speranza è un politico giovane (40 anni), esponente di Leu (Liberi e uguali), del quale, in materia sanitaria, molti giornali hanno ricordato in questi giorni il disegno di legge presentato nel 2018 alla Commissione Affari sociali della Camera nel quale affrontava i problemi dell’incremento del fondo sanitario nazionale (proponendo più risorse alla sanità pubblica) e delle carenze di medici (prospettando un aumento del personale) e puntava all’abolizione del superticket (quei 10 euro aggiuntivi che il cittadino paga per prestazioni specialistiche, dal quale chi ha una patologia cronica dovrebbe peraltro essere esente, anche se le Regioni applicano la misura in modi differenti).

Il ministro Speranza ha dichiarato come sue priorità la riduzione delle diseguaglianze in sanità e il rafforzamento del sistema sanitario pubblico.

Nelle prime interviste rilasciate alla stampa, il nuovo ministro ha dichiarato come sua priorità proprio quella di ridurre le diseguaglianze rafforzando il sistema sanitario pubblico, assegnandogli maggiori risorse economiche e di personale e ponendo fine alla politica dei tagli. Tutte questioni che toccano molto da vicino le tante persone che hanno il diabete e i loro familiari e che trarrebbero grandi benefici da una sanità pubblica più forte, più ricca e più equa e uniforme in tutta Italia.

Le premesse e le promesse sono dunque positive e condivisibili, in via di principio in sintonia con le esigenze di chi ha il diabete e con gli auspici espressi dai diabetologi. I problemi arriveranno ora, quando si tratterà di mettere in pratica le buone intenzioni, facendo i conti con le reali disponibilità finanziarie e con le spinte degli interessi contrapposti. Impresa difficile, ma non impossibile.

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