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Quale sport per i bambini con diabete: come scegliere

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Fare sport per i bambini con diabete è benefico quanto lo è per gli adulti diabetici. Però, è necessario, come sempre, saper scegliere l’attività più adatta in rapporto all’età e alle caratteristiche personali del bimbo o ragazzo con diabete (che, prevalentemente, è un diabete di tipo 1, anche se sono in aumento da alcuni anni i casi, per ora limitati, di diabete di tipo 2 tra gli adolescenti).

Una utile indicazione per scegliere il giusto sport per i bambini con diabete ci viene proposta dal dottor Gerardo Corigliano di Napoli nel libro “Fare sport con il diabete” (scritto con Mariano Agrusta e Cristina De Fazio), in cui un capitolo è dedicato a questo tema. Gerardo Corigliano, oltre a essere un diabetologo di lunga esperienza, è anche una delle anime dell’Aniad, Associazione nazionale italiana atleti diabetici, di cui è stato per tanti anni presidente, e che proprio nello scorso ottobre ha celebrato i suoi venticinque anni di vita.

Corigliano afferma che i bambini con diabete “possono svolgere quasi tutte le attività motorie, in base alle loro preferenze e caratteristiche fisiche e al livello di abilità sviluppato”. Esistono però alcune linee guida da tenere presenti (sia da parte dei medici, sia da parte dei genitori) come riferimento generale per poi scegliere il corretto esercizio da far praticare al bimbo o ragazzo. Le riportiamo qui di seguito.

• Prima infanzia, da 3 a 5 anni: nessuna competizione; istruire attraverso la dimostrazione; dare importanza al divertimento. A questa età, le attività consigliate sono: gioco libero, piccole passeggiate, corsa, nuoto, fare capriole.

• Per i ragazzini da 6 a 9 anni è opportuno ridurre al minimo le attività competitive, senza dare importanza al punteggio; mantenere flessibili le regole; non scegliere sport complessi da effettuare. Le attività raccomandate sono: ginnastica, andare in bici, pattinaggio, nuoto, inizio delle attività di squadra.

• Con gli adolescenti dai 9 ai 12 anni si possono cominciare a valorizzare le singole abilità naturali e allenarsi per eventuale partecipazione a sport veri e propri. Le attività raccomandate sono: calcio, nuoto, tennis, ciclismo, pallavolo, ginnastica artistica, danza.

Il diabetologo Corigliano: “La partecipazione all’attività sportiva è utile anche sotto il profilo educativo, in quanto insegna la cooperazione, il lavoro di gruppo e contribuisce ad aumentare la fiducia in sé stessi”.

Corigliano ricorda che in generale un buon esercizio fisico, condotto regolarmente, ha effetti positivi sul miglioramento della sensibilità insulinica, sull’equilibrio cardiovascolare, sulla riduzione dei lipidi plasmatici, sul controllo della pressione arteriosa, sul miglioramento dei livelli glicemici e del compenso metabolico. Nei più giovani, oltre a tutto questo, “la partecipazione all’attività sportiva è utile anche sotto il profilo educativo, in quanto insegna la cooperazione, il lavoro di gruppo e contribuisce ad aumentare la fiducia in sé stessi”.

Come ha raccontato in una intervista di qualche tempo fa a Tuttodiabete, Corigliano (e con lui l’Aniad) considera lo sport “come mezzo di crescita e formazione all’autocontrollo, all’autogestione, alla accettazione attiva della patologia. Ciò significa quindi vivere una vita attiva, sportiva, piena di successi e di soddisfazioni con il diabete e non vivere contro il diabete: tanta gente vive invece con questo diavoletto dentro di sé, visto come un nemico, e cerca di ignorarlo il più possibile; ma poi questo nemico prende il sopravvento. Non è questa la via giusta”. Un messaggio che vale per tutti e a maggior ragione per i più giovani.

Oltre alle raccomandazioni citate sopra, nel libro Corigliano fornisce alcune ulteriori indicazioni su che cosa fare e che cosa evitare affinché fare sport per i bambini con diabete sia effettivamente salutare e non comporti rischi.

Innanzitutto, “sarebbe più opportuno evitare il più possibile lo stress fisico acuto, poiché può indurre nel bambino diabetico una marcata produzione di acido lattico e di ormoni adrenergici (adrenalina) rispetto a un suo coetaneo non diabetico”.

Poi, naturalmente, come si è detto anche per gli adulti (potete approfondire qui, qui e qui), attenzione alla ipoglicemia, i cui sintomi ( a cominciare da debolezza, stanchezza, appannamento dei riflessi, tremori, sudorazione fredda – leggi qui) possono essere scambiati dal ragazzo per semplice “fatica da esercizio fisico”, e quindi trascurati, con il rischio di finire in stato di ipoglicemia grave immediatamente dopo l’esercizio. L’altra eventualità da evitare è quella di mangiare troppo cibo per fronteggiare l’ipoglicemia, assumendo per esempio snack in quantità eccessiva. Bisogna quindi pianificare bene l’attività fisica e tutto ciò che la precede e la segue, consultandosi con il proprio medico, per evitare sia l’ipoglicemia sia una eventuale iperglicemia da esercizio dovuta a carenza di insulina.

La raccomandazione del diabetologo è quindi: “affinché l’esercizio fisico venga eseguito in modo corretto e sicuro, è necessario bilanciare l’introito di carboidrati, il dispendio energetico e l’effetto dell’insulina e, quindi, mantenere il controllo della glicemia sia durante sia dopo lo sforzo fisico”.

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