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Un figlio con il diabete di tipo 1: come dirlo agli altri

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Avere una figlia o un figlio con il diabete di tipo 1 non è una realtà che deve essere tenuta nascosta. È bene che gli altri lo sappiano e che lo apprendano correttamente, senza cadere in equivoci o pregiudizi, e che, quando il ragazzino o la ragazzina non sono più piccolissimi, siano proprio loro a raccontarlo e spiegarlo, a cominciare dai compagni di scuola.

La Ada, American diabetes association (importante associazione che si occupa di diabete sin dal 1940, anno di fondazione, e la cui voce ha una autorevolezza internazionale, ben oltre i confini degli Stati Uniti d’America) ha dedicato sul suo sito un capitolo di utili consigli (in lingua inglese e spagnola) anche su questo argomento. Noi qui ve li riassumiamo, perché ci sembrano interessanti anche per i lettori italiani, innanzitutto per i genitori di giovani con diabete insulinodipendente.

Imparare a dirlo agli altri nel modo giusto e al momento giusto: il ragazzo o la ragazza con diabete devono essere psicologicamente pronti a parlarne, una volta compresa bene e accettata la propria condizione.

Ada ritiene opportuno “dirlo agli altri”, ma avverte che bisogna imparare a farlo, oltre che nel modo giusto, anche al momento giusto. Una mamma e un papà devono accertarsi che la loro figlia o figlio con il diabete di tipo 1 sia pronto a far sapere agli altri qual è la sua condizione.

  • Dato che il diabete è una condizione che cambia la vita delle persone, per molti bambini o ragazzini può volerci un certo tempo per accettarla e per sentirsi pronti a condividerla con gli altri.
  • Come genitore, un padre o una madre sente la necessità di informare tutti del fatto che il figlio ha il diabete, allo scopo di garantirne la sicurezza (innanzitutto a scuola, parlandone con gli insegnanti), ma tocca al figlio o alla figlia dirlo agli amici o ad altre persone.
  • Il suggerimento ai genitori è quindi, prima di divulgare la notizia, di chiedere al figlio se se la sente di far sapere la cosa e di rispettare la sua decisione se non si sentisse pronto, contemporaneamente aiutandolo ad accettare e a imparare a convivere serenamente con il diabete.
  • Se il figlio o la figlia si sentono pronti, i genitori devono parlare con loro della maniera migliore per dirlo agli altri, in modo semplice e diretto. Un passaggio importante è preparare il giovane a rispondere adeguatamente alle possibili reazioni dell’interlocutore, che sia il compagno di classe o i suoi genitori o una qualsiasi altra persona.

 

Quando dite a qualcuno che avete il diabete, potreste incontrare reazioni diverse e spesso sbagliate, perché basate su informazioni errate, pregiudizi, paure irrazionali. Ada suggerisce ai giovani con diabete di tipo 1 e ai loro genitori come dare le risposte giuste e chiarificatrici.

A questo punto Ada affronta l’interessante tema di come possono reagire le persone di fronte a un ragazzino che rivela di avere il diabete: preoccupazione, curiosità, timore, sorpresa, incomprensione. I consigli della American diabetes association ci dimostrano che anche Oltreoceano c’è tanta gente che non sa che cosa sia il diabete oppure ne ha un’idea del tutto sbagliata e che ha semplicemente bisogno di essere correttamente informata. Il giovane con diabete deve perciò saper dare una risposta pronta e chiarificatrice alle reazioni sbagliate. Vediamo allora che cosa, secondo Ada, vostra figlia o vostro figlio dovrebbero dire a seconda dell’atteggiamento degli altri.

  • Se l’altro si mostra preoccupato, ditegli che va tutto bene, che tenete sotto controllo il vostro diabete e che potete fare tutto quello che può fare chiunque altro.
  • Se trovate qualcuno che vuole saperne di più, spiegategli che cos’è il diabete, quali sono le differenze tra diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2 e come voi tenete sotto controllo la vostra glicemia.
  • Se vedete che l’altro si spaventa, ditegli che tanta gente fa una vita normale con il diabete di tipo 1 e che tutto andrà bene anche per voi.
  • Se qualcuno teme di esserne contagiato, spiegategli che il diabete non è contagioso, che non si può prendere come si prende un raffreddore.
  • Se poi qualcuno crede che abbiate il diabete perché avete mangiato troppi dolci, chiarite che non siete diabetici per avere mangiato troppo zucchero e che il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune che non si può prevenire.
  • Se vi trattano come se foste un ammalato, dite loro che controllando bene la glicemia, voi potete fare tutte le cose che fanno loro.
  • Se dicono di volervi aiutare, ringraziateli e insegnate loro che cosa possono fare nel caso vi càpiti una ipoglicemia; potete anche suggerire loro di partecipare a raccolte di fondi per rafforzare la ricerca, la cura e l’informazione sul diabete.

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